22/11/2007 20:49:54
Usura: Bazoli indagato a Marsala (Qui Brescia.it)

Usura: Bazoli indagato a Marsala

Giovedì 22 novembre 2007

(Qui Brescia.it)

Giovanni Bazoli , il professore bresciano alla guida di Intesa-Sanpaolo, ha ricevuto dalla Procura di Marsala un avviso di conclusione delle indagini in qualità di ex legale rappresentanti dell'istituto di credito Ambrosiano Veneto.

Al 75enne Bazoli, insieme con Ernesto Riva , 62 anni, viene contestato il reato di usura commesso tra il '96 e il '99.

Secondo la Procura, quando i due erano al vertice dell'istituto milanese (poi incorporato in Banca Intesa), "nell'esecuzione di un medesimo disegno criminoso volto ad ottenere la maggior quantità di interesse monetario... applicavano tassi di interesse superiori a quelli fissati dalle norme vigenti".

In particolare, "calcolando la commissione di massimo scoperto non soltanto sulla parte immobilizzata del fido concesso, ma anche sulla parte effettivamente utilizzata dal cliente, determinando così per la Banca una duplice remunerazione" . Agendo "in danno di chi svolge attività imprenditoriale e si trova in stato di bisogno".
L'indagine, della Guardia di finanza, era partita da una denuncia contro ignoti presentata due anni fa da Vito Salvatore Vaiarello, un imprenditore di Marsala presidente di una società che vendeva materiali da costruzione e sarebbe entrata in crisi a causa degli alti tassi d'interesse praticati dalle banche.




21/11/2007 22:57:25
MUTUI: NESSUNO HA POTUTO REPLICARE IERI SERA ALLE FANDONIE DELL’ABI (Adusbef)

COMUNICATO STAMPA

21/11/2007


MUTUI: NESSUNO HA POTUTO REPLICARE IERI SERA ALLE FANDONIE DELL’ABI,

PERCHE’ BALLARO’ DI RAI 3, SECONDO ADUSBEF CHE HA DENUNCIATO FLORIS AL GARANTE DELLE COMUNICAZIONI ED ALL’ORDINE DEI GIORNALISTI, HA VIOLATO ELEMENTARI NORME DEONTOLOGICHE, SENZA ALCUN CONTRADDITTORIO ALLO SPOT DELLE BANCHE SU PORTABILITA’, SURROGA, TASSI VARIABILI, ASTEIMMOBILI.


Per contrastare una gravissima violazione delle elementari norme di correttezza, vero e proprio Abc della deontologia professionale, che impone ad un giornalista, specie del servizio pubblico Rai pagato dal canone dei cittadini, di prevedere un confronto tra diverse posizioni, nel caso di specie tra ABI e consumatori nella delicata vertenza della portabilità dei mutui violata da ben 10 mesi dalle banche, Adusbef ha inviato una denuncia all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, al Presidente del Cda e del Collegio sindacale della Rai, alla Commissione Parlamentare di Vigilanza ed infine al prof. Corrado Calabrò,presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, contro Giovanni Floris giornalista di Ballarò, chiedendo una puntata riparatoria.


Il conduttore di Ballarò, amabilmente definito da Marco Travaglio “Il Vespino del centrosinistra”, ieri sera ha superato se stesso nella faziosità e nel disprezzo delle ragioni dei cittadini, specie di 3,2 milioni di mutuatari a tasso variabile a rischio di insolvenza proprio per precise responsabilità delle banche, offrendo al dr. Massimo Roccia, responsabile del Consorzio Patti Chiari dell’ABI, due spot a tutto campo e senza alcun contraddittorio o doverose domande, per contrastare la propaganda degli istituti di credito in merito ai tassi, alla surroga, alla portabilità dei mutui, ad Asteimmobili.


Nonostante il decreto Bersani non fosse applicato dalle banche, come è a tutti noto, sia dalle agenzie di stampa, da numerosi articoli di quotidiani, come dalle stesse dichiarazioni del presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà e dalla stessa risoluzione della Commissione Finanze della Camera approvata all’unanimità che impegna il Governo a far applicare la legge senza alcun onere per i consumatori, il dr. Giovanni Floris ha consentito ieri sera nella puntata di Ballarò al rappresentante dell’Abi, di lanciare due lunghi spot pubblicitari senza alcun contraddittorio, in violazione di elementari regole di deontologia e correttezza professionale, in merito ai tassi di interesse allineati all’Europa (in realtà sono più alti di 1 punto), alla convenienza dei tassi variabili, che hanno gettato sul lastrico milioni di famiglie, rispetto ai tassi fissi,alla portabilità dei mutui che verrebbe fatta unico caso in Europa in 15 giorni, mentre in realtà non viene applicata dalla quasi totalità delle banche; ad Asteimmobili, finanziata dall’Abi con l’importo di 3,4 milioni di euro,come risulta dall’atto di convenzione con il ministero della Giustizia stipulato il 23 novembre 2006.


Nessuno ha quindi potuto replicare alle
fandonie del rappresentante dell’ABI , perché il signor Floris si era ben guardato dall’invitare in studio , in ossequio alle corrette regole del giornalismo, l’Abc della deontologia professionale, un rappresentante dei consumatori o dell’Adusbef in particolare, che pure aveva denunciato lo scandalo di Asteimmobili e la violazione continuata, prolungata ed aggravata del decreto Bersani sulla portabilità dei mutui e sulla surroga.

Sono quattro le panzane colossali raccontate ieri sera dall’Abi e smontate dall’Adusbef , senza alcun diritto di replica neppure da parte dei presenti (Tabacci (UDC), Di Pietro (Italia dei Valori), Prestigiacomo (Forza Italia), Melandri (PD), Bonanni (Cisl), anche perché dopo lo spot dell’ABI, il conduttore ha subito dato la linea ai consigli per gli acquisti veri, riprendendo dopo la pausa su altro argomento.


In merito alla fandonia raccontata rispetto ai tassi praticati sui mutui, che sarebbero secondo l’ABI sostanzialmente allineati al resto d’Europa, Adusbef ribadisce che secondo i dati BCE,sono più alti di 1,06 punti (5,96% contro 4,90%) e costano ai mutuatari, ben 22.000 euro in più su ogni contratto di 100.000 euro; l’altra favoletta ben raccontata sulla portabilità dei mutui, che si esegue, unico caso in Europa in 15 giorni, è una gigantesca frottola che non sta in piedi,come dimostrano le migliaia di proteste di cittadini che aspettano invano da febbraio di surrogare o rinegoziare il proprio mutuo per poter far fronte alle rate e non mandare le case all’asta; anche la supposta convenienza dei tassi variabili consigliati dalle banche a 3,2 milioni di mutuatari (il 91%) su 3,5 milioni, è un gigantesco inganno che fa infuriare i cittadini con rate aumentate del 40-50%; infine Adusbef è in possesso di un atto di convenzione, con l’Abi che paga 3,4 milioni di euro per Asteimmobili.

 



18/11/2007 17:34:01
Prefetto di Ascoli Piceno . Ventuno casi di usura denunciati. Soprattutto bancaria


17/11/2007 17:58:47
Il Governo si costituirà parte civile nei processi per estorsione ed usura: Anche contro le Banche?


17/11/2007 17:57:13
Adusbef, “Sistema Fiorani”: ombre sul board della Nuova Bpl. (ECO) Il Velino

(ECO) Il Velino. Adusbef, “Sistema Fiorani”: ombre sul board della Nuova Bpl


Roma, 13 nov (Velino) –

L’associazione di consumatori Adusbef ha scritto oggi al governatore della Banca d’Italia Mario Draghi per chiedere di verificare se ai vertici della Nuova Bpl segga ancora uno dei personaggi più coinvolti nelle inchieste relative al cosiddetto “sistema Fiorani”.

Si tratterebbe di Paolo Landi, classe 1964, citato in giudizio assieme a Giampiero Fiorani e altre cinque persone (tutti in posizione chiave, all’epoca dei fatti contestati, sia alla vecchia Popolare Italiana che alla controllata Cassa di Risparmio di Pisa) dalla Procura della Repubblica del capoluogo toscano.

Il reato contestato per tutti è quello di truffa, perché “gli imputati – si legge nell’atto del decreto di citazione, depositato in Tribunale lo scorso sette novembre - in concorso tra di loro e in esecuzione del medesimo disegno criminoso, si appropriavano indebitamente della somma di 2.325.365 euro, facendola configurare come recupero spese postelegrafoniche, spese amministrative, spese di gestione e spese per servizi non ricompresse in specifiche tariffe, come commissioni di urgenza”. “Con l’aggravante – specifica il documento del Tribunale - del danno patrimoniale di rilevante gravità e di aver commesso il fatto con abuso del rapporto di prestazione d’opera”.

L’attenzione dell’Adusbef, che ha fatto partire tempo fa la denuncia a 10 Procure da cui nasce la citazione del Tribunale di Pisa, si è soffermata su uno dei nomi in particolare: quello, appunto, di Paolo Landi, all’epoca dei fatti direttore centrale affari commerciali della Popolare di Lodi, accusato di aver formalizzato con e-mail le indicazioni orali ricevute da Fiorani. “Adusbef – si legge nella nota firmata dal presidente dell’associazione Elio Lannuti - ha chiesto di sapere se il signor Paolo Landi, nato a Lodi il 4.2.1964, accusato dalla Procura di aver eseguito il medesimo disegno criminoso in concorso a Fiorani ed altri per truffare 60.000 correntisti della ex Bpi , sia lo stesso Paolo Landi, vice direttore generale della “Nuova Bpl”, che deve ancora rimborsare migliaia di scippati correntisti”.

 

13/11/2007



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