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11/12/2007 17:59:12
NEW YORK INDAGA SUL DISASTRO SUBPRIME TRA BANCHE E SOCIETÀ DI VALUTAZIONE

NEW YORK INDAGA SUL DISASTRO SUBPRIME TRA BANCHE E SOCIETÀ DI VALUTAZIONE
PER LA PRIMA VOLTA MESSO SOTTO ACCUSA UN COLOSSO COME LA GOLDMAN SACHS



‘NEW YORK TIMES’ HA DI FATTO ACCUSATO LA BANCA DI AVER MANIPOLATO IL MERCATO


TRATTO DA DAGOSPIA


1 - NEW YORK INDAGA SULLE BANCHE…


Marco Valsania per “Il Sole 24 Ore”

Wall Street è stata convocata al cospetto dei magistrati americani per far luce sulla crisi dei mutui: la procura dello Stato di New York, guidata dall'Attorney General Andrew Cuomo, ha spedito a numerose grandi banche d'investimento richieste di consegnare documentazione sulla vendita di titoli del debito legati ai prestiti immobiliari subprime. E tra le società finite nel mirino delle autorità, grandi gruppi già protagonisti, a suon di perdite miliardarie, della débâcle del credito: da Merrill Lynch e Bear Stearns e a Deutsche Bank.

La procura statale, ha rivelato il «Wall Street Journal», vuole far luce anzitutto sui controlli della qualità dei mutui, che venivano poi combinati dando vita a complessi prodotti da promuovere tra gli investitori. Il sospetto è che simili controlli siano stati inadeguati o irregolari: prima del collocamento sul mercato, le società che sottoscrivono i titoli sono tenute ad assicurare l'accuratezza delle informazioni contenute nei prospetti di vendita.
Tra gli aspetti più controversi sono emersi i rapporti delle banche con le società di valutazione del credito, come Standard and Poor's e Moody's Investors Service. L'intreccio di "relazioni pericolose" che l'indagine cercherà di dipanare, più in dettaglio, è quello che collega Wall Street e le sue pratiche di sottoscrizione con società di mutui e aziende incaricate di effettuare due diligence e rating sul debito.

Cuomo, di recente, aveva già fatto capire di voler stringere d'assedio Wall Street: aveva accusato le banche d'investimento di dare la caccia ai mutui, ignorando ragionevoli e dovute cautele per avvantaggiarsi di ghiotte opportunità di business. Il suo intervento minaccia adesso di inaugurare una nuova stagione difficile per l'alta finanza statunitense, sotto accusa ancora una volta per scarsa trasparenza: potrebbe riproporre le aggressive inchieste su Wall Street che negli anni scorsi avevano caratterizzato il predecessore, l'attuale governatore dello stato di New York Eliot Spitzer. Fu Spitzer a stanare, a partire dal 2001, i conflitti d'interesse delle banche d'investimento e il loro ruolo nei crack di colossi quali Enron e WorldCom, costati enormi perdite agli investitori e migliaia di posti di lavoro.
Cuomo, che ha già chiesto documenti anche a colossi dei mutui del calibro di Fannie Mae e Freddie Mac, non è isolato nel voler far luce sulle responsabilità di una crisi le cui ripercussioni si stanno moltiplicando, negli Stati Uniti e su scala internazionale: la Securities and Exchange Commission, l'agenzia federale di supervisione dei mercati mobiliari, ha a sua volta fatto scattare oltre una ventina di inchieste sui cosiddetti mutui subprime, mentre un'alleanza di autorità di regolamentazione locali e nazionali ha puntato i riflettori sulle aziende di rating.


L'allargarsi delle inchieste rischia di allungare nuove ombre sul settore finanziario. Un settore che, scosso dalle perdite, sta anche attraversando gravi crisi di leadership: Merrill Lynch è reduce dal siluramento di Stan O'Neal da amministratore delegato, sostituito dall'ex chief executive del New York Stock Exchange John Thain. Mentre Citigroup, la principale banca americana, è ancora alla ricerca di un successore per la scottante poltrona lasciata vacante Chuck Prince.


La gravità della crisi dei mutui, per i mercati e l'intera economia, ha inoltre ormai costretto l'amministrazione Bush a intervenire. Il Tesoro, sotto la guida del ministro Henry Paulson, e la Casa Bianca si preparano ad annunciare fin da oggi il piano che intende congelare gli interessi su molti mutui subprime: ha preso quota l'idea che il congelamento, negoziato tra governo e settore privato, venga proposto per cinque anni. Il presidente George W. Bush ha in programma per la giornata odierna un discorso sul settore immobiliare.


I mutui interessati dal salvataggio sarebbero anzitutto quelli concessi tra il gennaio 2005 e il luglio del 2007 e che dovrebbero rincarare a partire dall'inizio dell'anno prossimo. Oltre il 30% dei mutui subprime a tassi variabili sono già ora afflitti da ritardi nei pagamenti e secondo alcune stime fino a 775.000 abitazioni in America sono a rischio di pignoramento nel prossimo biennio.


2 - RESA DEI CONTI A WALL STREET…


Mario Platero per “Il Sole 24 Ore”


Meno male che c'è la procura di New York. È stata l'unica fra le autorità di sorveglianza ad aver aperto ieri un'inchiesta sulle banche coinvolte nello scandalo subprime. Merrill Lynch, Bear Stearns, Deutsche Bank e altre sono finite nel mirino per una ragione: l'America non può accettare che sulle istituzioni simbolo della trasparenza del mercato e del capitalismo resti l'ombra della truffa e dell'avventura, della leggerezza.

La dinamica la conosciamo. Persino il Presidente George W. Bush l'ha riassunta molto chiaramente nella sua conferenza stampa di martedì: una volta si andava dalla propria cassa di risparmio, dalla propria banca, quella ti dava il mutuo, se avevi un problema tornavi dal tuo banchiere e, se possibile, cercavi di rinegoziare il prestito. Oggi invece i banchieri «...prendono questi portafogli di mutui, li ammucchiano in nuovi strumenti finanziari e li vendono a qualcun altro, per questo la situazione è più complessa che in passato e ci vuole un po' più di tempo per venirne a capo», ha spiegato Bush.


La situazione non è solo più complessa. Ci sono anche un problema tecnico e un problema morale. Il problema tecnico è che oggi nessuno sa esattamente dove sono collocati certi titoli di credito, "ammucchiati", come ha detto il Presidente, in strumenti rappresentativi di mutui molto diversi fra loro. Per questo, se uno dei mutui va in sofferenza diventa quasi impossibile dare una nuova valutazione del portafoglio nel suo insieme. Per questo oggi il mercato sta pagando con una crisi di liquidità: «Questa volta - ha scritto l'economista Paul Krugman - gli operatori sembrano davvero terrorizzati perché all'improvviso si accorgono di non capire il complesso sistema finanziario che hanno creato».


Non lo hanno capito neppure i ministri finanziari del G-7, che pure, davanti a molti segnali preoccupanti, si voltavano dall'altra parte. Per la prima volta inoltre abbiamo visto l'indice puntato su Goldman Sachs: Ben Stein sul New York Times ha di fatto accusato la banca di aver manipolato il mercato, scommettendo contro i rischi che andavano a collocare sul mercato.
Ci avviciniamo così al problema morale, il più serio: le banche hanno collocato gli strumenti presso investitori privati, piccoli investitori fondi pensione, istituzioni governative. E lo hanno fatto collocandoli spesso con la garanzia di una tripla A, generosamente offerta dalle agenzie per la valutazione del credito. Per gestire questo tipo di operazioni, inoltre, le banche organizzavano dei veicoli finanziari speciali fuori bilancio, creando di fatto una parete impenetrabile per gli azionisti.


Il meccanismo è fin troppo simile a quello usato dalla Enron o da altre aziende protagoniste degli scandali contabili di inizio secolo: allora erano state le stesse banche oggi oggetto dell'inchiesta a creare veicoli finanziari offshore e fuori bilancio per le aziende; i revisori dei conti e gli avvocati chiudevano un occhio e le agenzie per la valutazione del credito si basavano solo sui dati certificati. Il risultato lo conosciamo. Le aziende sono poi fallite, alcuni dei capi sono finiti in prigione e l'intero sistema è stato punito con l'introduzione della Sarbanes-Oxley, una legge fin troppo severa per chi si era comportato bene.


Le banche se la cavarono con una piccola multa, di nuovo grazie alla procura di New York, sotto la guida di Eliot Spitzer. Oggi al posto di Spitzer c'e Andrew Cuomo. Con il recente imbarazzo dell'amministrazione con la rivelazione del controspionaggio secondo cui l'Iran non possiede davvero armi nucleari, con il dollaro a pezzi, con disavanzi gemelli iperbolici, la crisi di credibilità di Wall Street non può passare inosservata. Forse per Natale i grandi banchieri, che si spartiscono un bottino di 38 miliardi di dollari in bonus quando risparmiatori e azionisti si leccano le ferite, avranno anche qualche altra sorpresa, magari un avviso di garanzia.


Dagospia 06 Dicembre 2007

 

 

 



03/12/2007 19:20:52
IL VIMINALE CONTROLLA LA BANCHE (Corriere Adriatico del 03.12.07)


25/11/2007 18:20:48
BANCA ANTONVENETA: Bankitalia parte civile, ma non contro FAZIO


22/11/2007 20:49:54
Usura: Bazoli indagato a Marsala (Qui Brescia.it)

Usura: Bazoli indagato a Marsala

Giovedì 22 novembre 2007

(Qui Brescia.it)

Giovanni Bazoli , il professore bresciano alla guida di Intesa-Sanpaolo, ha ricevuto dalla Procura di Marsala un avviso di conclusione delle indagini in qualità di ex legale rappresentanti dell'istituto di credito Ambrosiano Veneto.

Al 75enne Bazoli, insieme con Ernesto Riva , 62 anni, viene contestato il reato di usura commesso tra il '96 e il '99.

Secondo la Procura, quando i due erano al vertice dell'istituto milanese (poi incorporato in Banca Intesa), "nell'esecuzione di un medesimo disegno criminoso volto ad ottenere la maggior quantità di interesse monetario... applicavano tassi di interesse superiori a quelli fissati dalle norme vigenti".

In particolare, "calcolando la commissione di massimo scoperto non soltanto sulla parte immobilizzata del fido concesso, ma anche sulla parte effettivamente utilizzata dal cliente, determinando così per la Banca una duplice remunerazione" . Agendo "in danno di chi svolge attività imprenditoriale e si trova in stato di bisogno".
L'indagine, della Guardia di finanza, era partita da una denuncia contro ignoti presentata due anni fa da Vito Salvatore Vaiarello, un imprenditore di Marsala presidente di una società che vendeva materiali da costruzione e sarebbe entrata in crisi a causa degli alti tassi d'interesse praticati dalle banche.




21/11/2007 22:57:25
MUTUI: NESSUNO HA POTUTO REPLICARE IERI SERA ALLE FANDONIE DELL’ABI (Adusbef)

COMUNICATO STAMPA

21/11/2007


MUTUI: NESSUNO HA POTUTO REPLICARE IERI SERA ALLE FANDONIE DELL’ABI,

PERCHE’ BALLARO’ DI RAI 3, SECONDO ADUSBEF CHE HA DENUNCIATO FLORIS AL GARANTE DELLE COMUNICAZIONI ED ALL’ORDINE DEI GIORNALISTI, HA VIOLATO ELEMENTARI NORME DEONTOLOGICHE, SENZA ALCUN CONTRADDITTORIO ALLO SPOT DELLE BANCHE SU PORTABILITA’, SURROGA, TASSI VARIABILI, ASTEIMMOBILI.


Per contrastare una gravissima violazione delle elementari norme di correttezza, vero e proprio Abc della deontologia professionale, che impone ad un giornalista, specie del servizio pubblico Rai pagato dal canone dei cittadini, di prevedere un confronto tra diverse posizioni, nel caso di specie tra ABI e consumatori nella delicata vertenza della portabilità dei mutui violata da ben 10 mesi dalle banche, Adusbef ha inviato una denuncia all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, al Presidente del Cda e del Collegio sindacale della Rai, alla Commissione Parlamentare di Vigilanza ed infine al prof. Corrado Calabrò,presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, contro Giovanni Floris giornalista di Ballarò, chiedendo una puntata riparatoria.


Il conduttore di Ballarò, amabilmente definito da Marco Travaglio “Il Vespino del centrosinistra”, ieri sera ha superato se stesso nella faziosità e nel disprezzo delle ragioni dei cittadini, specie di 3,2 milioni di mutuatari a tasso variabile a rischio di insolvenza proprio per precise responsabilità delle banche, offrendo al dr. Massimo Roccia, responsabile del Consorzio Patti Chiari dell’ABI, due spot a tutto campo e senza alcun contraddittorio o doverose domande, per contrastare la propaganda degli istituti di credito in merito ai tassi, alla surroga, alla portabilità dei mutui, ad Asteimmobili.


Nonostante il decreto Bersani non fosse applicato dalle banche, come è a tutti noto, sia dalle agenzie di stampa, da numerosi articoli di quotidiani, come dalle stesse dichiarazioni del presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà e dalla stessa risoluzione della Commissione Finanze della Camera approvata all’unanimità che impegna il Governo a far applicare la legge senza alcun onere per i consumatori, il dr. Giovanni Floris ha consentito ieri sera nella puntata di Ballarò al rappresentante dell’Abi, di lanciare due lunghi spot pubblicitari senza alcun contraddittorio, in violazione di elementari regole di deontologia e correttezza professionale, in merito ai tassi di interesse allineati all’Europa (in realtà sono più alti di 1 punto), alla convenienza dei tassi variabili, che hanno gettato sul lastrico milioni di famiglie, rispetto ai tassi fissi,alla portabilità dei mutui che verrebbe fatta unico caso in Europa in 15 giorni, mentre in realtà non viene applicata dalla quasi totalità delle banche; ad Asteimmobili, finanziata dall’Abi con l’importo di 3,4 milioni di euro,come risulta dall’atto di convenzione con il ministero della Giustizia stipulato il 23 novembre 2006.


Nessuno ha quindi potuto replicare alle
fandonie del rappresentante dell’ABI , perché il signor Floris si era ben guardato dall’invitare in studio , in ossequio alle corrette regole del giornalismo, l’Abc della deontologia professionale, un rappresentante dei consumatori o dell’Adusbef in particolare, che pure aveva denunciato lo scandalo di Asteimmobili e la violazione continuata, prolungata ed aggravata del decreto Bersani sulla portabilità dei mutui e sulla surroga.

Sono quattro le panzane colossali raccontate ieri sera dall’Abi e smontate dall’Adusbef , senza alcun diritto di replica neppure da parte dei presenti (Tabacci (UDC), Di Pietro (Italia dei Valori), Prestigiacomo (Forza Italia), Melandri (PD), Bonanni (Cisl), anche perché dopo lo spot dell’ABI, il conduttore ha subito dato la linea ai consigli per gli acquisti veri, riprendendo dopo la pausa su altro argomento.


In merito alla fandonia raccontata rispetto ai tassi praticati sui mutui, che sarebbero secondo l’ABI sostanzialmente allineati al resto d’Europa, Adusbef ribadisce che secondo i dati BCE,sono più alti di 1,06 punti (5,96% contro 4,90%) e costano ai mutuatari, ben 22.000 euro in più su ogni contratto di 100.000 euro; l’altra favoletta ben raccontata sulla portabilità dei mutui, che si esegue, unico caso in Europa in 15 giorni, è una gigantesca frottola che non sta in piedi,come dimostrano le migliaia di proteste di cittadini che aspettano invano da febbraio di surrogare o rinegoziare il proprio mutuo per poter far fronte alle rate e non mandare le case all’asta; anche la supposta convenienza dei tassi variabili consigliati dalle banche a 3,2 milioni di mutuatari (il 91%) su 3,5 milioni, è un gigantesco inganno che fa infuriare i cittadini con rate aumentate del 40-50%; infine Adusbef è in possesso di un atto di convenzione, con l’Abi che paga 3,4 milioni di euro per Asteimmobili.

 



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