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18/11/2007 17:34:01
Prefetto di Ascoli Piceno . Ventuno casi di usura denunciati. Soprattutto bancaria


17/11/2007 17:58:47
Il Governo si costituirà parte civile nei processi per estorsione ed usura: Anche contro le Banche?


17/11/2007 17:57:13
Adusbef, “Sistema Fiorani”: ombre sul board della Nuova Bpl. (ECO) Il Velino

(ECO) Il Velino. Adusbef, “Sistema Fiorani”: ombre sul board della Nuova Bpl


Roma, 13 nov (Velino) –

L’associazione di consumatori Adusbef ha scritto oggi al governatore della Banca d’Italia Mario Draghi per chiedere di verificare se ai vertici della Nuova Bpl segga ancora uno dei personaggi più coinvolti nelle inchieste relative al cosiddetto “sistema Fiorani”.

Si tratterebbe di Paolo Landi, classe 1964, citato in giudizio assieme a Giampiero Fiorani e altre cinque persone (tutti in posizione chiave, all’epoca dei fatti contestati, sia alla vecchia Popolare Italiana che alla controllata Cassa di Risparmio di Pisa) dalla Procura della Repubblica del capoluogo toscano.

Il reato contestato per tutti è quello di truffa, perché “gli imputati – si legge nell’atto del decreto di citazione, depositato in Tribunale lo scorso sette novembre - in concorso tra di loro e in esecuzione del medesimo disegno criminoso, si appropriavano indebitamente della somma di 2.325.365 euro, facendola configurare come recupero spese postelegrafoniche, spese amministrative, spese di gestione e spese per servizi non ricompresse in specifiche tariffe, come commissioni di urgenza”. “Con l’aggravante – specifica il documento del Tribunale - del danno patrimoniale di rilevante gravità e di aver commesso il fatto con abuso del rapporto di prestazione d’opera”.

L’attenzione dell’Adusbef, che ha fatto partire tempo fa la denuncia a 10 Procure da cui nasce la citazione del Tribunale di Pisa, si è soffermata su uno dei nomi in particolare: quello, appunto, di Paolo Landi, all’epoca dei fatti direttore centrale affari commerciali della Popolare di Lodi, accusato di aver formalizzato con e-mail le indicazioni orali ricevute da Fiorani. “Adusbef – si legge nella nota firmata dal presidente dell’associazione Elio Lannuti - ha chiesto di sapere se il signor Paolo Landi, nato a Lodi il 4.2.1964, accusato dalla Procura di aver eseguito il medesimo disegno criminoso in concorso a Fiorani ed altri per truffare 60.000 correntisti della ex Bpi , sia lo stesso Paolo Landi, vice direttore generale della “Nuova Bpl”, che deve ancora rimborsare migliaia di scippati correntisti”.

 

13/11/2007



17/11/2007 17:56:11
ONORABILITA' BANCARIA: CHI VALUTA QUELLA DEL GOVERNATORE DRAGHI-GOLDMAN SACHS ? (Adusbef)

ONORABILITA' BANCARIA: CHI VALUTA QUELLA DEL GOVERNATORE DRAGHI-GOLDMAN SACHS ?

Adusbef pubblica una interrogazione del senatore Francesco Cossiga in merito all'onorabilità dei banchieri ,attinta dal sito Dagospia di Robero D'Agostino.

Una domanda sorge spontanea: chi valuta l'onorabilità bancaria del signor Mario Draghi ? Adusbef ricorda che il signor Goldman-Sachs-Draghi ed altre banche di affari, sono accusati di frode fiscale ai danni dello Stato, per la modica somma di 4,3 miliardi di euro (8.000 miliardi di lire), in un procedimento penale della Procura di Pescara (Procuratore capo Nicola Trifuoggi, lo stesso della villetta acquistata da un indagato, con mutuo al tasso dello 0,50% n.d.r.), finita nel dimenticatoio della "libera stampa di regime" del quale nessun giornalista del "sistema" parla per non disturbare il Governatore.

Adusbef continuerà a parlarne, ricordando ancora una volta di aver denunciato Goldman Sachs-Draghi alla Procura della Repubblica di Milano, competente per territorio (la sede legale della Goldman è a Milano per l'Italia), che risulta abbia secretato l'inchiesta.

Non si capisce perché, un pensionato che arrotonda con il doppio lavoro viene subito sanzionato; ad un barista che dimentica lo scontrino fiscale (che deve essere sempre rilasciato) viene chiuso il locale, mentre alle banche di affari e di truffa,in primis Goldman-Draghi,non vine riservato analogo trattamento sanzionatorio.

E' una questione di rispetto e di equità fiscale perseguire le banche di affari con gli stessi strumenti utilizzati per chi non arriva a fine mese e si deve arrangiare per sbarcare il lunario.

(El.la)


E’ VERO CHE DRAGHI STA CUCENDO A GERONZI UN “ABITINO” PER CACCIARLO DA MEDIOBANCA?


Senato della Repubblica


Il Portavoce del Presidente Emerito della Repubblica Sen. Francesco Cossiga rende noto il testo dell'Interrogazione dell'ex Capo dello Stato al Ministro delle Finanze e dell'Economia.

 

INTERROGO

Il Ministro delle Finanze e dell’Economia per sapere :


se corrisponda al vero che il Governatore della Banca d’Italia, già socio della Goldman & Sachs, ha presentato a codesto Ministero una proposta di nuove norme di correttezza, “cucendo ad personam” al dott. Cesare Geronzi un abitino in modo che lo si possa cacciare dalla carica di presidente di MEDIOBANCA, secondo i desideri del dott. Pagliaro e del dott. Nagel, loro fiero avversario.


Roma, 12 novembre 2007



17/11/2007 17:53:40
CLASS ACTION: LA SUA APPROVAZIONE RAPPRESENTA IL RISCATTO PER IL VESSATO POPOLO DEI CONSUMATORI (Adusbef)

CLASS ACTION: LA SUA APPROVAZIONE RAPPRESENTA IL RISCATTO PER IL VESSATO POPOLO DEI CONSUMATORI

 

 

COMUNICATO STAMPA


FINANZIARIA:

LA CLASS ACTION TUTELA LE IMPRESE PIU’ SERIE MODERNIZZANDO
UN PAESE DI TROPPI FURBETTI, CHE SGUAZZANO NELLE TRUFFE E NEI RAGGIRI A DANNO DEL MERCATO E DEI CONSUMATORI. SCONFITTA PER CONFINDUSTRIA, BANCHE ED ALTRE LOBBY CHE INVECE DI DIFENDERA L’ILLEGALITA’ AVREBBERO FATTO BENE AD APPOGGIARE STRUMENTI DI MODERNIZZAZIONE UTILI A COMPETIZIONE E AL MERCATO.


Adusbef e Federconsumatori esprimono apprezzamento per l’emendamento alla finanziaria dei senatori Roberto Manzione e Willer Bordon, che introduce anche in Italia uno strumento giuridico come la class action in grado di disboscare quelle pratiche fraudolente a danno dei cittadini consumatori e delle aziende più serie. Class action –Azione collettiva- è infatti uno strumento di grande serietà che dovrebbe essere appoggiato, invece di essere osteggiato, dalle imprese più serie ed innovative, che vogliono rispettare le regole e stare sul mercato correttamente e che non avrebbero nulla da temere dall’azione collettiva, anzi rafforzerebbero la loro azione espungendo dal mercato i professionisti della frode, che rischiano poco guadagnando molto sulla pelle dei consumatori e del mercato, confidando nei tempi lunghi della giustizia e nelle azioni individuali, che – come nei casi dei grandi crack finanziari- vedono tagliati fuori dai risarcimenti centinaia di migliaia di truffati.

Class action, strumento di civiltà giuridica, potrà avere una funzione di deterrenza preventiva imponendo comportamenti più virtuosi e disboscando i Tribunali da migliaia di processi individuali, che potrebbero essere snelliti offrendo quella giustizia giusta al popolo di consumatori, spesso esclusi dalle azioni di rivalsa anche per la diseconomicità del procedimento giudiziario.

Forza delle lobby, dalle banche alle assicurazioni, da Confindustria alle imprese monopolistiche, sono state sconfitte da una proposta seria dei senatori Bordon e Manzione, che con la legge sulla class action riscattano la mediocrità di taluni provvedimenti proprio favorevoli per i vessati cittadini consumatori.

Class Action potrà essere azionata dalle associazioni dei consumatori presenti nel Consiglio nazionale consumatori e utenti ma anche da parte di associazioni di "consumatori, investitori e altri soggetti portatori di interessi collettivi legittimati".

Su questo punto è previsto un passaggio parlamentare nelle commissioni parlamentari competenti. Platea dei soggetti legittimati a ricorrere sarà così più ampia, per consentire, ad esempio, cause collettive anche per eventuali danneggiamenti ambientali.

L'avvio della causa collettiva ha subito effetti: interrompe le prescrizioni delle altre cause avviate dai consumatori, magari singolarmente. Sono quindi previsti vari passaggi. Il primo è la decisione del giudice, che dovrà solo stabilire se l'impresa va condannata. Fisserà però anche le modalità per stabilire gli importi dovuti e la procedura per attribuire il rimborso ad ogni singolo cittadino. Dalla causa collettiva si passa quindi a stabilire rimborsi individuali: questo passaggio sarà gestito da una Camera di Conciliazione che dovrà essere costituita presso il tribunale che si occupa della causa.

In questa fase parteciperanno in modo paritario i difensori di coloro che hanno proposto l'azione di gruppo e la società chiamata a rispondere del proprio comportamento. Durante questa procedura i cittadini possono anche ricorrere singolarmente e, nel caso si ritengano non soddisfatti dall'accordo raggiunto, possono anche decidere di proseguire l'azione giudiziaria. Sono infine previste modalità per pubblicizzare la sentenza di condanna e l'accordo raggiunto nella successiva transazione.

Un'ultima misura serve ad evitare che i costi ricadano sui consumatori. La parcella degli avvocati dei ricorrenti sarà pagata dalla società condannata, anche se solo parzialmente. L'importo dovuto non dovrà però superare il 10% del valore. L’Italia ha anticipato la proposta di Bruxelles sulla 'class action' che arriverà all'inizio del prossimo anno, secondo il responsabile dell'Antitrust Ue, Neelie Kroes, che - ha spiegato - presenterà un Libro Bianco con "specifiche raccomandazioni per rendere più semplici i ricorsi dei privati, in primis i consumatori, contro i danni subiti dalla violazione delle regole sulla concorrenza". "L'Europa - ha affermato Kroes - ha bisogno di un sistema efficace di azioni private per i danni subiti, così che tutte le vittime, particolarmente i consumatori, possano esercitare il loro diritto al risarcimento".

 

15/11/2007



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