07/01/2008 21:00:40
ADUSBEF ACCUSA IL GOVERNATORE DRAGHI

CUMUNICATO STAMPA ADUSBEF

BANCHE: DI FRONTE ALL’ENNESIMO SCANDALO DELLA BANCA DI ROMAGNA ED ALL’ISTITUTO BANCARIO SAMMARINESE “BANCA ASSET”, CHE RUOLO HANNO SVOLTO L’UFFICIO DI VIGILANZA DI BANKITALIA E L’UFFICIO ITALIANO DEI CAMBI DIRETTO DAL DR. BRUNO BIANCHI ?

ADUSBEF ACCUSA IL GOVERNATORE DRAGHI, CHE NON HA VIGILATO SULLO SCANDALO ITALEASE, CON UN BUCO DI 750 MILIONI EURO, NE’ RIESCE A PREVENIRE ILLEGALITA’ BANCARIE E FRODI.

 

Dieci dirigenti di banca arrestati e 37 persone indagate ,che avevano aperto a Forlě uno "sportello" della banca Asset di San Marino, dove era possibile effettuare operazioni e permettere cosě a imprenditori locali di portare soldi in nero nella repubblica del Titano, eludendo controlli e imposizioni fiscali: questa era, secondo un'indagine della Procura della Repubblica e della polizia di Forlě, la Banca di Credito e Risparmio di Romagna.

I sammarinesi Stefano Ercolani, presidente, Barbara Tabarrini, direttore generale, e Stefano Venturini, membro del consiglio di amministrazione, di Asset Banca sono stati arrestati su mandato della procura di Forlě nell’ambito dell’indagine, denominata “Re Nero”, coordinata dal pubblico ministero Fabio Di Vizio e condotta dal dirigente della Mobile, Oscar Ghetti. Il commercialista Stefano Venturini č anche membro del consiglio di amministrazione della Banca di Credito e Risparmio di Romagna con sede a Forlě. Il che, secondo l’accusa, dimostrerebbe (assieme ad altri elementi ricavati dalla operativitŕ bancaria) che le due banche agivano in tandem. Anzi per gli investigatori la Banca di Credito e Risparmio di Romagna di fatto sarebbe, secondo l’accusa, una filiale di Asset Banca.

Che ruolo svolgono il Governatore Draghi e l’ufficio di vigilanza della Banca d’Italia, se non riescono mai a prevenire frodi lampanti a danno dei risparmiatori e del fisco, in situazioni cosě lampanti di illegalitŕ, intrecci incestuosi e conflitto di interesse, posto che l’Istituto Bancario Sammarinese, Banca di San Marino ed il Credito di Romagna, banca italiana, con il signor Mercadini Giovanni, Presidente in una delle due banche e Amministratore delegato nell’altra; Farneti Giuseppe Maria presidente del Collegio Sindacale nell’una e sindaco nell’altra; la famiglia sammarinese Rossini presente nei consigli di amministrazione dell’una e dell’altra ?

Fra i dirigenti finiti in manette ci sono presidenti e direttori generali delle due banche e altri consiglieri, uno dei quali componente di entrambi i cda: dovranno rispondere dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di abusiva attivitŕ bancaria e finanziaria, ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autoritŕ pubbliche di vigilanza, riciclaggio di denaro proveniente da appropriazione indebita, falso e altri reati.

Ma da un Governatore come Draghi, indagato da alcune Procure della Repubblica per frode fiscale ai danni dello Stato perpetrata da alcune banche di affari come Goldman Sachs, c’č poco da aspettarsi nella lotta al riciclaggio ed alla frode fiscale, che sempre piů numerosa passa mediante i canali bancari,con un Ufficio Italiano Cambi ed una Banca d’Italia, che chiudono entrambi gli occhi per non vedere. Adusbef sarebbe lieta di conoscere anche il ruolo svolto dalle Filiali di Bankitalia prossime all’ennesimo scandalo bancario.

07/01/2008



03/01/2008 22:23:51
L'INCREDIBILE CASO DI CESARE GERONZI
L'INCREDIBILE CASO DI CESARE GERONZI Leggi a pag. 2  /public/editor/geronzi.pdf


03/01/2008 00:12:07
33 Banchieri condannati . Alla fine qualcuno andrŕ  in GALERA

Dal sito di Mauro Novelli  www.mauronovelli.it - abbiamo scaricato il seguente articolo che ci sembra interessante.

Il Condirettore Generale della Banca di Roma, Antonio NOTTOLA, č indagato anche dalla Procura di Ascoli Piceno per usura.   Stiamo aspettando la richiesta del suo rinvio a giudizio.

Alla fine qualcuno andrŕ in galera? Vedremo .

 

La Repubblica 19-5-2007

 DAL FALLIMENTO TREVITEX SPUNTA UN CODICE SALVA GRANDI BANCHE

 DI WALTER GALBIATI

 

IL DOCUMENTO. Pubblicate le motivazioni della sentenza che ha condannato i Dalle Carbonare e 33 dirigenti del credito Dal fallimento Trevitex spunta un codice salva-grandi banche Accordi per garantire i maggiori istituti ed evitare abusi da parte dell'imprenditore

MILANO - Mors tua vita mea. Un motto latino che non ha molto di finanziario, ma che, stando alle accuse, ben si addice al comportamento delle banche nel fallimento Trevitex. E che viene teorizzato in un "codice di comportamento del sistema bancario", rimasto finora inedito e trovato durante una perquisizione nello studio di Angelo Casň, nominato ai tempi liquidatore della societŕ e ora presidente del collegio sindacale di Mediobanca. La Trevitex, il secondo gruppo tessile italiano, fallě l'8 giugno 1995. Ma le banche, a conoscenza dello stato di dissesto almeno fin dal 1992, chiusero da subito i rubinetti del credito alla famiglia Dalle Carbonare, proprietaria della societŕ . E, proprio sotto la regia di Mediobanca, si accordarono fra loro per subire i minor danni possibili a scapito degli altri creditori. A metterlo nero su bianco sono stati i giudici della seconda sezione penale di Milano che ieri hanno pubblicato le motivazioni relative alla sentenza di primo grado. Un giudizio che ha condannato non solo Sebastiano (sette anni e nove mesi), Pietro (cinque anni) e Diego (quattro anni) Dalle Carbonare, ma anche 33 banchieri di quattro istituti di credito. Tra questi, Antonio Nottola, condirettore della Banca di Roma, Alberto Cravero, direttore del Credito Italiano, Luigi Coccioli, presidente del Banco di Napoli, Giuliano Segre al vertice della Cassa di Risparmio di Venezia. Condannato a tre anni e mezzo per via di una perizia, giudicata falsa, e grazie alla quale vennero alterati i bilanci del gruppo anche Stefano Podestŕ, docente della Bocconi e nel 1994 ministro dell'Universitŕ. L'inchiesta curata dal pm Alfredo Robledo ipotizza per le banche il concorso in bancarotta e getta una luce oscura sul comportamento dei principali istituti di credito italiani. Nessuno escluso, perchč le posizioni di altri 18 banchieri, rappresentanti del Banco Ambrosiano Veneto (Giovanni Bazoli), del SanPaolo di Torino (Luigi Maranzana) e del Monte dei Paschi di Siena (Carlo Zini) sono state stralciate a Vicenza. Il "codice di comportamento del sistema bancario", rinvenuto dalla Guardia di Finanza, porta un titolo incontrovertibile, "Crisi di impresa". E suggerisce il comportamento che, durante tutte le fasi di una crisi come appunto quella della Trevitex, dovrebbero tenere le banche. O meglio le grandi banche e non le piccole, perchč le prime vengono spesso "danneggiate - si legge nel documento - dalle azioni di recupero crediti delle banche marginali". Un motivo questo che consiglia tra l'altro di escludere i piccoli istituti, anche attraverso una moral suasion dell'Abi, da operazioni di finanziamento molto redditizie come quelle in pool. L'accordo tra le banche dovrebbe non solo evitare "abusi da parte dell'imprenditore", ma anche la penalizzazione dei grandi gruppi "rispetto ad altri creditori non vincolati dal "codice "". I suggerimenti vanno dalla fase di conoscenza della crisi, che secondo il documento avviene, proprio come nel caso Trevitex, con il rientro dei crediti, fino all'attuazione del piano di intervento. Il codice prevede la costituzione di un Comitato Ristretto di banche (3 o 5 istituti) che garantisca in modo equo gli interessi di tutti gli istituti e che soprattutto pieghi l'imprenditore in difficoltŕ  al volere dei grandi istituti. Per essere salvato, se le banche lo richiedono, l'azionista deve "consentire il rinnovo degli organi amministrativi", "impegnarsi a consentire l'inserimento di managers qualificati proposti dalle banche" e "costituire in pegno a garanzia dei crediti del sistema bancario le azioni in suo possesso". Non andň molto diversamente la storia di Trevitex. Il 2 giugno 1992 la famiglia Dalle Carbonare fu invitata a rinnovare il cda e a farsi da parte. Giuseppe Maranghi, fratello di Vincenzo, venne indicato da Mediobanca come il manager qualificato per risolvere la crisi. E lo stesso Maranghi, il 2 ottobre, invitň le banche a realizzare le garanzie in loro possesso.

 



31/12/2007 11:06:43
CLASS ACTION : Le BANCHE ALLA RESA DEI CONTI

COMUNICATO STAMPA



CLASS ACTION: I COMPORTAMENTI SCORRETTI E FRAUDOLENTI DI POTENTATI E BANCHE, CHE HANNO TRUFFATO MILIONI DI RISPARMIATORI FACENDOLA SEMPRE FRANCA, FINALMENTE ALLA RESA DEI CONTI !

ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI CHE NON AZIONERANNO LITI TEMERARIE, HANNO AFFIDATO A PRINCIPI DEL FORO (RUFFOLO E GALASSO) VALUTAZIONI E LE PIU’ PRUDENTI ISTRUZIONI PER L’USO.


Si avvicina la resa dei conti giudiziaria per assicurazioni, potentati e banche, che confidando con i tempi lunghi della giustizia, ponevano in atto truffe seriali a danno di milioni di consumatori,utenti e risparmiatori,con la consapevole certezza dell’impunitŕ.

Come si evince chiaramente dall’ultima transazione di San Paolo Intesa, che per evitare il giudizio ha risarcito 310 milioni di euro, le banche sapevano bene che Parmalat, al collasso, era tenuta in piedi dai prestiti che il sistema bancario continuava ad erogare,a condizioni capestro in una sorta di catena di S.Antonio, al lattaio di Collecchio, ma che ciononostante hanno continuato a vendere bond bidone a decine di migliaia di risparmiatori.

Adusbef e Federconsumatori, hanno intentato centinaia di azioni giudiziarie, quasi tutte vittoriose contro le banche per la truffa Parmalat, ma senza un’azione collettiva, i banchieri continueranno a non pagare per i danni causati dal risparmio tradito, che ha visto coinvolto 1 milione di risparmiatori, da Cirio ai bond argentini, da My Way e For You a Bipop Carire, per un controvalore di 50 miliardi di euro.


Con l’approvazione della class action, inserita in finanziaria dai senatori Bordon e Manzione, che assieme ad esponenti dell’Adusbef avevano fondato l’Unione Democratica, pesantemente osteggiata con grida manzoniane da banche, assicurazioni, potentati e Confindustria che hanno subito una cocente sconfitta, inizierŕ il riscatto del vessato popolo dei consumatori, che hanno promulgato per il 21 dicembre di ogni anno, la giornata dei diritti.
Inizia quindi dal 1 gennaio 2008 la stagione della class action, ossia la possibilitŕ di un risarcimento collettivo rispetto a danni subiti, con i primi casi all’esame del principi del foro, per evitare false partenze.

Adusbef e Federconsumatori che sono pronte all'azione, con sette ipotesi giŕ sul tavolo che riguardano banche, assicurazioni, servizi telefonici, trasporti, hanno giŕ sottoposto i casi piů eclatanti di risparmio tradito ad un pool di esperti (tra gli altri gli avvocati Ugo Ruffolo e Alfredo Galasso) per valutare la materia. Su queste cose non si puň sbagliare, perchč la class action deve essere sempre l'ultima istanza, sempre preceduta da studi approfonditi a da una possibile conciliazione: se ci sarŕ anche solo un dubbio non se ne farŕ niente. Perché la class action funziona anche come semplice deterrente, migliorando la competizione tra le imprese e i servizi ai cittadini.

Che poi la class action si un formidabile deterrente č dimostrato dall’accordo con le FS: sarŕ solo una coincidenza,ma due ore dopo varata la Finanziaria, le Ferrovie hanno siglato l'accordo che riconosce un risarcimento di 800 euro ai 450 passeggeri bloccati sull'Eurostar per 12 ore. In precedenza le ferrovie a fronte di disastri procurati,neppure risarcivano il prezzo dei biglietti.
Queste le ipotesi al vaglio dei legali:

1) Anatocismo: č stata la prima grande vittoria dell’Adusbef contro le banche. Il termine anatocismo (dal greco anŕ - di nuovo, e tokňs - interesse) si intende la capitalizzazione degli interessi su un capitale, affinché essi siano a loro volta produttivi di altri interessi (in pratica č il calcolo degli interessi sugli interessi). Nonostante fosse vietato dal codice civile,č stato praticato dal sistema bancario per oltre mezzo secolo, fino al 1999 quando la Corte di Cassazione, ha piů volte affermato la nullitŕ della clausola di capitalizzazione trimestrale, sostanzialmente argomentando nel senso della inesistenza di un uso normativo idoneo a derogare all'art. 1283 c.c. Per evitare scompensi tra il lavoro dei giudici e la prassi, il legislatore ha ritenuto opportuno, con il decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342, modificare l'art. 120 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia): tale intervento ha introdotto in materia il principio della eguale cadenza di capitalizzazione dei saldi attivi e passivi, nel contempo stabilendo – con norma transitoria – una sanatoria per il pregresso, facendo salve le clausole di capitalizzazione trimestrale contenute nei contratti conclusi prima dell'entrata in vigore della nuova disciplina. La norma transitoria č stata perň dichiarata illegittima, per eccesso di delega e conseguente violazione dell'articolo 77 Costituzione, dalla Corte Costituzionale (sentenza 17 ottobre 2000, n. 425).Venuta meno la norma transitoria, finalizzata ad assicurare validitŕ ed efficacia alle clausole di capitalizzazione degli interessi inserite nei contratti bancari stipulati anteriormente alla entrata in vigore della nuova disciplina, paritetica, della materia, la Corte di Cassazione ha continuato, con una ulteriore serie di sentenze (tra le altre, si veda la sentenza 13 dicembre 2002, n. 17813), a ribadire il suo approccio piů recente, peraltro estendendo i principi enunciati inizialmente con riferimento al conto corrente bancario anche ai contratti di mutuo. Infine, con sentenza n. 21095/2004 (Cass. Civ., SS.UU., 4 Novembre 2004, n. 21095), la suprema Corte ha confermato in modo netto il revirement del 1999, cosě consolidando il nuovo trend giurisprudenziale. Non c’č tribunale che non condanni le banche,ma l’azione di classe sull’anatocismo potrŕ interessare almeno 3 milioni di cittadini, costretti dalla protervia delle banche ad una usura legalizzata.

2) Bond Argentini: le banche hanno appioppato bond argentini a 470 mila risparmiatori per un controvalore di 14,5 miliardi di dollari, pur consapevoli (come sancite dalle sentenze dei Tribunali) che lo stato argentino andava verso il default, dichiarato giŕ nel 1999 dalle principali agenzie di rating. Le banche quindi,hanno piazzato quei titoli a pensionati,casalinghe,ecc.,addirittura in “contropartita diretta” ossia prelevando i bond dal loro portafoglio titoli mandando in fumo i risparmi ed i sacrifici di intere vite di lavoro,equiparando quei titoli ai Bot italiani ed affermando che l’Argentina non sarebbe mai fallita. Almeno 270.000 risparmiatori che non hanno aderito al con cambio e che hanno giŕ interrotto i termini prescrizionali,hanno una buona possibilitŕ di rivalersi con un’azione collettiva contro i comportamenti fraudolenti degli istituti di credito.
3) Bond Parmalat: Parmalat č stata la madre di tutte le frodi a danno di risparmiatori ed azionisti,per un controvalore di 15 miliardi di euro,con precise responsabilitŕ delle banche. Come si evince chiaramente dall’ultima transazione di San Paolo Intesa, che per evitare il giudizio ha risarcito 310 milioni di euro, le banche sapevano bene che Parmalat,al collasso,era tenuta in piedi dai prestiti che il sistema bancario continuava ad erogare,a condizioni capestro in una sorta di catena di S.Antonio,al lattaio di Collecchio, ma che ciononostante hanno continuato a vendere bond bidone a decine di migliaia di risparmiatori. Sono 145.000 i cittadini truffati (95.000 obbligazonisti,40.000 azionisti) che a prescindere dai due filoni di inchiesta (Parma e Milano) potranno rivalersi direttamente contro le banche che sapevano la gravitŕ di una impresa,tenuta in piedi con l’ossigeno del rinnovo dei finanziamenti a costi sempre piů onerosi.
4) Bollette e servizi telefonici: Sotto la lente sono finiti i costi per l'invio delle bollette, messi a carico degli utenti,che secondo le associazioni l'invio dovrebbe essere pagato dalle aziende telefoniche. Le quali finiscono sotto accusa anche perché spesso richiedono il pagamento di servizi non richiesti dai consumatori. Nuove voci finiscono di soppiatto in bolletta e scalzarle diventa difficilissimo. Si calcola che ogni anno,almeno 1 milione di utenti, sono costretti a subire servizi non richiesti ed addebiti per telefonate fantasma mai effettuate. Sono truffe seriali di poche centinaia di euro che i gestori telefonici continuano indisturbati perché certi dell’impunitŕ (affrontare una contenzioso legale costa 4-5 volte l’importo della frode subita). Dal 1 gennaio 2008,tali frodi saranno meno facili da eseguire.
5) Derivati e swap: Le banche hanno ideato la madre di tutte le Parmalat ed Enron messe insieme ideando il meccanismo delle emissioni di prodotti derivati,appioppati alle imprese,per garantirle contro il rischio dei tassi o dei cambi,che non offriva poi alcuna copertura,o agli enti locali, con contratti capestro. Anche su questo delicato aspetto,Adusbef e Federconsumatori stanno studiando l’ipotesi di una class action contro le banche.
6) Ferrovie Il caso riguarderebbe in particolar modo i pendolari e i servizi a cui hanno diritto acquistando il biglietto. In primo luogo puntualitŕ e pulizia dei treni. L'ipotesi di class action potrebbe spingere le Regioni a sottoscrivere contratti di servizio piů vincolanti.
7) Mutui indicizzati.. Le banche hanno appioppato a 3,2 milioni di mutuatari su 3,5 milioni (91%) mutui a tassi indicizzati quando giŕ tutti gli indicatori economici segnavano un aumento imminente Tali cattivi consigli delle banche,hanno prodotto un reale rischio d insolevnza per 1,9 milioni di mutuatari che rischiano di perdere la casa. Le valutazioni di un’azione di classe contro le banche,perché non hanno affatto informato sulla rischiositŕ di un imminente aumento di tassi sulle rate.

8) RC Auto: Si punta ad ottenere almeno in parte il rimborso dei danni prodotti dal cartello delle compagnie, che produsse una multa da 700 miliardi di vecchie lire, comminata dall'Antirust, per danni pari a 4,2 miliardi di euro Finora le societŕ si sono salvate grazie al decreto truffa "salva-compagnie" varato dall’ex ministro Antonio Marzano e dal governo Berlusconi .Ma le associazioni, forti u di una grande campagna che mobilitň milioni di cittadini,non escludono di poter avviare un’azione di classe per far rimborsare 516 euro ad ognuno dei 18 milioni di automobilisti danneggiati.

30/12/2007

 



24/12/2007 17:56:12
AUGURI da Roberto Di Napoli

Dall’Avv. Roberto DI NAPOLI                                                     24.12.2007

Riceviamo e pubblichiamo  

 

Tanti auguri (ai miei amici e ad ogni vittima) e, con la speranza di un cambiamento, tanti auguri scomodi (ad altri soggetti)

Non so se si tratti di una mia sensazione personale, oppure, se sia normale che capiti a chi ha avuto la "fortuna" di subire, almeno una volta nella vita, tristi giornate: a me, però, il Natale non riempie piĂą di gioia. Anzi: mi rattrista. Non capisco come si possa, in Italia, conciliare una FestivitĂ  che dovrebbe essere ricca di significati con l' indifferenza quotidiana che, puntualmente, (anche, a volte, nelle famiglie) riprende dopo le feste.

Il mio pensiero e, soprattutto, i miei veri e sinceri auguri, vanno a chiunque soffre, a chi, ogni giorno, viene ignorato o calpestato. E' chiaro che, immedesimandomi, principalmente, nelle vittime di usura e di estorsione e immaginando con quali pensieri vivano le "feste", a loro, innanzitutto, mi sento vicino.

In meno di un mese, giornali, telegiornali, siti internet e Striscia la Notizia hanno affrontato il tema dell’usura e della mancata tutela delle vittime. Il 6 Novembre, in particolare, TG5 ha dedicato un servizio sull’assurda vicenda di cui è vittima la mia famiglia che, dopo essere stata sbattuta fuori casa pur in presenza della sospensione ex art. 20 l. 44/99 (in seguito ad una vendita illegittima per molteplici motivi, disposta in una procedura instaurata unicamente dagli imputati ed, ovviamente, oggetto di impugnazione nelle competenti sedi), non ha ricevuto nemmeno un centesimo dell’elargizione prevista dallo Stato. Probabile motivo? Un’errata interpretazione della normativa da parte degli organi competenti: vedremo, quindi, cosa diranno i giudici!

La settimana scorsa, Striscia La Notizia ha dedicato un servizio sulla vicenda che vede coinvolta un’ imprenditrice la quale, dopo avere ottenuto, da parte del Prefetto di Modena e del Presidente del Tribunale, i pareri previsti dall’art. 20 l. 44/99 (normativa antiusura ed antiracket) per potere godere della sospensione per 300 giorni delle vendite giudiziarie, delle scadenze di rate di mutui e dei termini esecutivi (la stessa sospensione calpestata nel caso che ha coinvolto la mia famiglia), è stata dichiarata “fallita”.

Pochi giorni fa, infine, sempre “Striscia La Notizia” si è occupata del caso di Emidio Orsini, l’imprenditore anch’esso vittima di usura bancaria, che ha ottenuto, da parte del Consiglio di Stato, il riconoscimento delle proprie ragioni e, d’altra parte, la smentita della bizzarra interpretazione da parte del Comitato di solidarietà che aveva tentato di sostenere una differenziazione della vittima di usura bancaria rispetto all’ usura criminale.

Questi casi sono stati portati a conoscenza grazie alla pazienza e alla professionalitĂ  di chi, come i giornalisti del TG5 e di Striscia la Notizia, ha ritenuto opportuno informare in merito a tali vicende paradossali.

Nel caso che coinvolge la mia famiglia così come, sicuramente, negli altri casi, non si è persa, ancora, la voglia di combattere. Tante vittime, però, hanno preferito mollare tutto! Qualcuno, poi, ha subito la perdita più grande: la vita.

Penso che se chi ha la responsabilità della tutela delle vittime (non solo, di certo, il Comitato di solidarietà) avesse una minima idea di quali siano i sacrifici, i disagi materiali cui è sottoposta la vittima di usura ed estorsione (di quella bancaria e di quella criminale), le umiliazioni e le sofferenze, i procedimenti andrebbero più spediti e non si verificherebbero le “fini” interpretazioni giuridiche puntualmente smentite dalla giurisprudenza ( su Puglia Live è stato pubblicato, il 20 Dicembre u.s., un mio comunicato “E’ emergenza….. antiusura”).

Mi chiedo, insomma: si ha un’idea di ciò che può accadere ad una vittima

Nel caso che ha coinvolto la mia famiglia, così come in tanti altri casi ai danni di persone ancora più sfortunate, chi si è preoccupato, finora, di conoscere lo stato di salute o di sapere se i miei familiari avessero bisogno di qualcosa in attesa della definizione di quel procedimento a tutela delle vittime che, per legge, dovrebbe esaurirsi in pochi mesi ma che lo Stato, dopo avere incentivato a denunciare, ha dimostrato di non essere in grado di controllare?

Chi si preoccupa di tutte quelle vittime che stanno soffrendo in silenzio, che non hanno piĂą lacrime, che hanno perso la speranza di vedere un aiuto magari anche convinte che l’ usura bancaria non esista o sia diversa e meno grave di quella criminale (così come si voleva far credere prima del recente parere del Consiglio di Stato) o che, addirittura, hanno rinunciato a lottare (se non, addirittura, a vivere) pensando che se sono state dichiarate “fallite” su istanza degli stessi imputati non potranno ricevere i benefici dello Stato (così come sembrerebbe da un’altra singolare interpretazione di un Comitato che non mi pare sia stato, in molti casi, “di solidarietà”)?

Qualcuno potrebbe pensare che, tanto, così come noi, tutte le vittime, se hanno interesse, possono rivolgersi al giudice e, oltre a vedere puniti gli estorsori o gli usurai, avere i benefici richiesti dalla legge . Non è così, invece, a mio avviso: non può ragionare in questo modo chi ha il potere-dovere di applicare la normativa interpretandola in conformità ai vigenti canoni ermeneutici e, prima ancora, considerando che “ in claris non fit interpretatio”.

Tante persone non hanno la possibilità di attendere, a fronte di singolari interpretazioni, l’ulteriore riconoscimento, da parte dei giudici, di ciò che emerge chiaramente dalla normativa. La gente deve lottare coi bisogni quotidiani oltre che con le esigenze della propria impresa o con la tutela dei propri beni e, pertanto, deve confidare nell’ottenimento di quanto promesso e pubblicizzato dallo Stato.

Mi farebbe piacere sapere se qualcuno “dell’antiusura” si sia occupato delle sorti di Antonella e dei suoi familiari che, dopo avere denunciato gli usurai, mesi fa, durante l’esecuzione per il rilascio della sua abitazione, mentre speravano di ottenere i provvedimenti idonei ad ottenere la sospensione e, in lacrime, minacciavano di dare fuoco, hanno ottenuto, invece, il ricovero coatto in ospedale e qui trattenuti per vari giorni (forse senza che ne ricorressero i presupposti e con metodi, a mio avviso, secondo quanto mi è stato raccontato, discutibili): sbattuti fuori casa con la nonna malata di Alzheimer.

Sono convinto che se, in ogni settore, dalla giustizia alla tutela delle vittime d’usura e di reati mafiosi, nella sanità, nella politica, si agisse con un minimo di buon senso interpretando ogni norma giuridica così come la Costituzione impone, ossia, nel prioritario e fondamentale rispetto della persona umana e della sua dignità (i diritti di credito, anche laddove esistenti, non possono mai prevalere su tali valori), vedremmo un sorriso in più e meno persone soffrire ingiustamente .

                                        TANTI AUGURI!

E’ a tutte le vittime sconosciute di usura e di estorsione, così come ai parenti delle vittime di tutte le mafie, ai parenti dei lavoratori morti sul posto di lavoro, ai piccoli figli di una giovane ragazza che, poche settimane fa, sono stati messi a letto dalla propria mamma senza mai poterla piĂą rivedere avendo, la povera madre (vittima, a Gallipoli, di una probabile disperazione interiore o psicologica), pensato di scappare via da questo mondo e da questa societĂ  nel modo piĂą tragico possibile, a tutti coloro che soffrono, a tutti coloro che, sedendosi a tavola domani, vedono una sedia vuota o un volto triste, ai rappresentanti di tutte le associazioni che, ogni giorno, lavorano davvero per aiutare chi ha bisogno, a quei volontari che, a Roma, a Milano, nelle grandi cittĂ , affrontando il gelo, svegliano i barboni per donare loro un piatto caldo, a tutti coloro i quali, al di lĂ  delle "chiacchiere", insegnano in silenzio, ogni giorno, quale sia la vera solidarietĂ , a tutti i miei veri amici, che rivolgo i miei piĂą sinceri auguri di Buon Natale con la speranza che, nella loro vita -e, soprattutto, nei momenti piĂą tristi-, ci sia, sempre, qualcuno a loro vicino in grado di abbracciarle, di ospitarle, di stringere la mano: scopriranno la ricchezza della bontĂ , di quella vera solidarietĂ  che solo poche persone sono, realmente, in grado di offrire.

A tutti coloro che, invece, restano insensibili, a chi -di fronte a qualsiasi tipo di richiesta di aiuto- continua a filosofeggiare, ai donabbondio, agli ominicchi e ai quaquaraquà, agli “ indifferenti”, ai corrotti, ai mafiosi, agli “ impotenti” o a chi preferisce apparire tale senza, così, rischiare di offendere qualcuno, a chi, semplicemente, pensa che Natale sia soltanto un giorno da festeggiare o nel quale scambiarsi i regali; a chi, abituato a vivere nel lusso o, comunque, senza mai avere “assaporato” le amare difficoltà della gente comune, nemmeno avverte quali possano essere i bisogni primari di una persona auguro che la loro coscienza, prima o poi, turbi il loro sonno o i loro festeggiamenti (in qualche caso anche con soldi non sudati) fino a determinarli a cambiare. A questi personaggi auguro, davvero, Buon Natale con la speranza che, riflettendo, solo un minuto, sul significato di tale Festività, il loro cuore li costringa a riflettere sul loro operato, sulle loro potenzialità, sulle possibilità che ha nei confronti di chi sta soffrendo.

A queste persone consiglio tantissimo una breve lettura di alcune parole di Don Tonino Bello nella lontana (ma sembra così vicina) notte di Natale del 1985: sono sicuro che, a persone con un minimo di buona volontà, basterebbe poco per farli riflettere a cambiare. Roberto Di Napoli.

Per agevolare la lettura di un passo che a me piace ricordare, lo inserisco qui sperando sia letto con attenzione:

 

TANTI AUGURI SCOMODI!

 

“Non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi «Buon Natale» senza darvi disturbo.

 Io, invece, vi voglio infastidire.

Non posso, infatti, sopportare l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla «routine» di calendario. Mi lusinga, addirittura, l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

 Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

GesĂą che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali. E vi conceda la forza di inventarvi un'esistenza carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita; il sorpasso, progetto dei vostri giorni; la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla ove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini o il bidone della spazzatura o l'inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell'affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunziano la pace portino guerra nella vostra sonnolenta tranquillitĂ  incapace di vedere che, poco piĂą lontano di una spanna con l'aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio per fame.

 

I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere «una grande luce», dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell'edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative. Che il numero 167 non è la cifra matricola data ai condannati dal sistema. Che i ricorsi a tutti i T.A.R. della terra sono inammissibili quando a farne le spese sono i diritti sacrosanti di chi non conta mai niente. Che i poveri, i poveri veri, hanno sempre ragione, anche quando hanno torto.

I pastori che vegliano nella notte, «facendo la guardia al gregge» e scrutano l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio. E vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri: che poi è l'unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la speranza”.

(da Antonio Bello, " Oltre il Futuro- Perchè sia Natale " edizioni La Meridiana)  

 



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