17/01/2008 10:29:53
Stanno preparando un Decreto Salvabanche?


11/01/2008 14:50:10
Da Piera Levo. Sentenza di Rovigo sui derivati
Cari amici, per la prima volta un giudice ha scritto su di una
sentenza che lo swap è una scommessa!
PIERA LEVO

/public/editor/sentenza rovigo 03-01-08 derivati.pdf


07/01/2008 21:00:40
ADUSBEF ACCUSA IL GOVERNATORE DRAGHI

CUMUNICATO STAMPA ADUSBEF

BANCHE: DI FRONTE ALL’ENNESIMO SCANDALO DELLA BANCA DI ROMAGNA ED ALL’ISTITUTO BANCARIO SAMMARINESE “BANCA ASSET”, CHE RUOLO HANNO SVOLTO L’UFFICIO DI VIGILANZA DI BANKITALIA E L’UFFICIO ITALIANO DEI CAMBI DIRETTO DAL DR. BRUNO BIANCHI ?

ADUSBEF ACCUSA IL GOVERNATORE DRAGHI, CHE NON HA VIGILATO SULLO SCANDALO ITALEASE, CON UN BUCO DI 750 MILIONI EURO, NE’ RIESCE A PREVENIRE ILLEGALITA’ BANCARIE E FRODI.

 

Dieci dirigenti di banca arrestati e 37 persone indagate ,che avevano aperto a Forlì uno "sportello" della banca Asset di San Marino, dove era possibile effettuare operazioni e permettere così a imprenditori locali di portare soldi in nero nella repubblica del Titano, eludendo controlli e imposizioni fiscali: questa era, secondo un'indagine della Procura della Repubblica e della polizia di Forlì, la Banca di Credito e Risparmio di Romagna.

I sammarinesi Stefano Ercolani, presidente, Barbara Tabarrini, direttore generale, e Stefano Venturini, membro del consiglio di amministrazione, di Asset Banca sono stati arrestati su mandato della procura di Forlì nell’ambito dell’indagine, denominata “Re Nero”, coordinata dal pubblico ministero Fabio Di Vizio e condotta dal dirigente della Mobile, Oscar Ghetti. Il commercialista Stefano Venturini è anche membro del consiglio di amministrazione della Banca di Credito e Risparmio di Romagna con sede a Forlì. Il che, secondo l’accusa, dimostrerebbe (assieme ad altri elementi ricavati dalla operatività bancaria) che le due banche agivano in tandem. Anzi per gli investigatori la Banca di Credito e Risparmio di Romagna di fatto sarebbe, secondo l’accusa, una filiale di Asset Banca.

Che ruolo svolgono il Governatore Draghi e l’ufficio di vigilanza della Banca d’Italia, se non riescono mai a prevenire frodi lampanti a danno dei risparmiatori e del fisco, in situazioni così lampanti di illegalità, intrecci incestuosi e conflitto di interesse, posto che l’Istituto Bancario Sammarinese, Banca di San Marino ed il Credito di Romagna, banca italiana, con il signor Mercadini Giovanni, Presidente in una delle due banche e Amministratore delegato nell’altra; Farneti Giuseppe Maria presidente del Collegio Sindacale nell’una e sindaco nell’altra; la famiglia sammarinese Rossini presente nei consigli di amministrazione dell’una e dell’altra ?

Fra i dirigenti finiti in manette ci sono presidenti e direttori generali delle due banche e altri consiglieri, uno dei quali componente di entrambi i cda: dovranno rispondere dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di abusiva attività bancaria e finanziaria, ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, riciclaggio di denaro proveniente da appropriazione indebita, falso e altri reati.

Ma da un Governatore come Draghi, indagato da alcune Procure della Repubblica per frode fiscale ai danni dello Stato perpetrata da alcune banche di affari come Goldman Sachs, c’è poco da aspettarsi nella lotta al riciclaggio ed alla frode fiscale, che sempre più numerosa passa mediante i canali bancari,con un Ufficio Italiano Cambi ed una Banca d’Italia, che chiudono entrambi gli occhi per non vedere. Adusbef sarebbe lieta di conoscere anche il ruolo svolto dalle Filiali di Bankitalia prossime all’ennesimo scandalo bancario.

07/01/2008



03/01/2008 22:23:51
L'INCREDIBILE CASO DI CESARE GERONZI
L'INCREDIBILE CASO DI CESARE GERONZI Leggi a pag. 2  /public/editor/geronzi.pdf


03/01/2008 00:12:07
33 Banchieri condannati . Alla fine qualcuno andrà  in GALERA

Dal sito di Mauro Novelli  www.mauronovelli.it - abbiamo scaricato il seguente articolo che ci sembra interessante.

Il Condirettore Generale della Banca di Roma, Antonio NOTTOLA, è indagato anche dalla Procura di Ascoli Piceno per usura.   Stiamo aspettando la richiesta del suo rinvio a giudizio.

Alla fine qualcuno andrà in galera? Vedremo .

 

La Repubblica 19-5-2007

 DAL FALLIMENTO TREVITEX SPUNTA UN CODICE SALVA GRANDI BANCHE

 DI WALTER GALBIATI

 

IL DOCUMENTO. Pubblicate le motivazioni della sentenza che ha condannato i Dalle Carbonare e 33 dirigenti del credito Dal fallimento Trevitex spunta un codice salva-grandi banche Accordi per garantire i maggiori istituti ed evitare abusi da parte dell'imprenditore

MILANO - Mors tua vita mea. Un motto latino che non ha molto di finanziario, ma che, stando alle accuse, ben si addice al comportamento delle banche nel fallimento Trevitex. E che viene teorizzato in un "codice di comportamento del sistema bancario", rimasto finora inedito e trovato durante una perquisizione nello studio di Angelo Casò, nominato ai tempi liquidatore della società e ora presidente del collegio sindacale di Mediobanca. La Trevitex, il secondo gruppo tessile italiano, fallì l'8 giugno 1995. Ma le banche, a conoscenza dello stato di dissesto almeno fin dal 1992, chiusero da subito i rubinetti del credito alla famiglia Dalle Carbonare, proprietaria della società . E, proprio sotto la regia di Mediobanca, si accordarono fra loro per subire i minor danni possibili a scapito degli altri creditori. A metterlo nero su bianco sono stati i giudici della seconda sezione penale di Milano che ieri hanno pubblicato le motivazioni relative alla sentenza di primo grado. Un giudizio che ha condannato non solo Sebastiano (sette anni e nove mesi), Pietro (cinque anni) e Diego (quattro anni) Dalle Carbonare, ma anche 33 banchieri di quattro istituti di credito. Tra questi, Antonio Nottola, condirettore della Banca di Roma, Alberto Cravero, direttore del Credito Italiano, Luigi Coccioli, presidente del Banco di Napoli, Giuliano Segre al vertice della Cassa di Risparmio di Venezia. Condannato a tre anni e mezzo per via di una perizia, giudicata falsa, e grazie alla quale vennero alterati i bilanci del gruppo anche Stefano Podestà, docente della Bocconi e nel 1994 ministro dell'Università. L'inchiesta curata dal pm Alfredo Robledo ipotizza per le banche il concorso in bancarotta e getta una luce oscura sul comportamento dei principali istituti di credito italiani. Nessuno escluso, perchè le posizioni di altri 18 banchieri, rappresentanti del Banco Ambrosiano Veneto (Giovanni Bazoli), del SanPaolo di Torino (Luigi Maranzana) e del Monte dei Paschi di Siena (Carlo Zini) sono state stralciate a Vicenza. Il "codice di comportamento del sistema bancario", rinvenuto dalla Guardia di Finanza, porta un titolo incontrovertibile, "Crisi di impresa". E suggerisce il comportamento che, durante tutte le fasi di una crisi come appunto quella della Trevitex, dovrebbero tenere le banche. O meglio le grandi banche e non le piccole, perchè le prime vengono spesso "danneggiate - si legge nel documento - dalle azioni di recupero crediti delle banche marginali". Un motivo questo che consiglia tra l'altro di escludere i piccoli istituti, anche attraverso una moral suasion dell'Abi, da operazioni di finanziamento molto redditizie come quelle in pool. L'accordo tra le banche dovrebbe non solo evitare "abusi da parte dell'imprenditore", ma anche la penalizzazione dei grandi gruppi "rispetto ad altri creditori non vincolati dal "codice "". I suggerimenti vanno dalla fase di conoscenza della crisi, che secondo il documento avviene, proprio come nel caso Trevitex, con il rientro dei crediti, fino all'attuazione del piano di intervento. Il codice prevede la costituzione di un Comitato Ristretto di banche (3 o 5 istituti) che garantisca in modo equo gli interessi di tutti gli istituti e che soprattutto pieghi l'imprenditore in difficoltà  al volere dei grandi istituti. Per essere salvato, se le banche lo richiedono, l'azionista deve "consentire il rinnovo degli organi amministrativi", "impegnarsi a consentire l'inserimento di managers qualificati proposti dalle banche" e "costituire in pegno a garanzia dei crediti del sistema bancario le azioni in suo possesso". Non andò molto diversamente la storia di Trevitex. Il 2 giugno 1992 la famiglia Dalle Carbonare fu invitata a rinnovare il cda e a farsi da parte. Giuseppe Maranghi, fratello di Vincenzo, venne indicato da Mediobanca come il manager qualificato per risolvere la crisi. E lo stesso Maranghi, il 2 ottobre, invitò le banche a realizzare le garanzie in loro possesso.

 



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