20/12/2007 08:01:50
DERIVATI: ROCCO ZIINO,truffato da UNICREDIT, chiede di far recapitare lettera al Sig. Profumo

Salve , sono Rocco Ziino

Imprenditore di anni 31 , che con la presente chiede a voi giornalisti di fare in modo che questa lettera arrivi nelle mani del Dott. Alessandro Profumo.

Infatti volevo ringraziarlo a nome mio , della mia famiglia , a nome di 50000 imprenditori per averci fatto sottoscrivere su consiglio dei suoi impiegati dei contratti di copertura   chiamati DERIVATI , grazie ai quali abbiamo potuto scommettere la nostra azienda ed ottenere un ottimo risultato.

Nel mio caso , 20   persone senza più lavoro , io e la mia famiglia senza più quel sogno che avevamo inseguito e diventato ad un certo punto realtà e che poi con un soffio il Sig. Profumo ci ha  portato via.

Se oggi sono qui a scrivere , a lottare è perché io ho pensato di togliermi la vita , sì perché quei contratti li ho firmati io , quando avevo 25 anni , il gestore della Unicredit accompagnato da un suo collega venne a trovarmi in azienda e sfruttando la stima che il sottoscritto nutriva nei suoi confronti carpì la mia buona fede , mi fece sottoscrivere quella che io giudico la mia condanna a morte.

In due anni vi posso confermare che le aziende coinvolte sono tante , molte di queste rischiano di fallire , a molte di queste io ed una mia amica , anche lei vittima dei derivati , tale Piera Levo , forniamo supporto morale .

Vi chiedo una mano , non fatelo per me , ma pensate che tutto il mio impegno serve a consegnare un mondo migliore ai nostri figli , vorrei che il signor Profumo mi spigasse venendo a casa mia come il contratto sottoposto alla mia azienda TRE Z PLAST srl fosse di copertura , mi spiegasse come la sua banca ha ottenuto utili negli ultimi anni di miliardi di euro.

Vorrei anche chiedergli se posso sapere che fine ha fatto il gestore , o impiegato , e ad un certo punto dopo che mi ha truffato 2.5 milioni di euro  è sparito.

“ Non sono il diavolo , In Italia abbiamo un quarto del mercato “ , Affermazioni del Sig. Profumo che non ritengo assolutamente veritiere visto che i quotidiani di cui sono in possesso affermano che la stragrande maggioranza dei derivati alle imprese è stato piazzato da Unicredit.

Vi prego aiutatemi ad avere un faccia a faccia con Profumo , vorrei chiedergli se ha mai patito la fame , se ha mai avuto a che fare con gente che viene in azienda e che pretende i propri crediti con una pistola in mano , se ha mai dovuto affrontare gente che ti calunnia per cercare di strumentalizzare il male che ti colpisce a loro vantaggio.

Voglio chiedergli se i suoi genitori sono orgogliosi del fatto che lui guadagna milioni di euro e che però molti latri rischiano di finire in mezzo ad una strada per colpa del suo accanimento ai soldi che una volta morti non servono più a nulla , che si trasformano in cenere così come si trasformano gli esseri umani.

 

Domanda a voi giornalisti:

Può un imprenditore scommetter la propria azienda?

 



18/12/2007 22:02:53
CLAMOROSA NOVITA’ SUL FRONTE DELL’USURA BANCARIA


CLAMOROSA NOVITA’ SUL FRONTE DELL’USURA BANCARIA

IL CONSIGLIO DI STATO HA ANNULLATO IL DECRETO DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL GOVERNO

 

Si rende noto l’eclatante parere emesso dal Consiglio di Stato  il 3 dicembre 2007 in seguito al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica da me presentato avverso il decreto del Commissario Straordinario del Governo Prefetto Lauro.

Oggetto del ricorso fu l’illegittimo orientamento seguito dal Comitato di Governo nel quantificare il danno da usura bancaria ai fini della concessione del mutuo decennale senza interessi previsto dalla L. 44/99 .

Difatti pur riconoscendomi lo status di usurato bancario l’ufficio Amministrativo sopra menzionato ha ritenuto di dover diversificare e penalizzare la mia condizione.

Disancorando i propri criteri di quantificazione del danno da qualsiasi previsione legislativa e da qualsivoglia indirizzo giurisprudenziale l’ufficio del Commissario di Governo ha stabilito che nell’usura posta in essere dalle banche si producesse un danno identificabile nelle sole somme eccedenti il tasso soglia.

Quindi in base a tale assunto venivano a formarsi due criteri distinti nella quantificazione del danno:

1) per le vittime di usura “comune” il danno era identificato nel totale delle somme pagate a titolo di interessi,

mentre

2)   per le vittime di usura “bancaria”veniva considerata la sola somma risultante dalla differenza tra il totale degli interessi pagati e il limite del tasso soglia.

Le somme che così venivano riconosciute alle vittime di usura bancaria risultavano enormemente ridotte e nel caso di specie assolutamente inidonee al fine di consentire all’impresa il reinserimento nell’economia legale (obiettivo principe a cui è sottesa l’erogazione del mutuo stesso).

Il Consiglio di Stato ha accolto le critiche da noi denunciate e ha riconosciuto che: “… Manca d’altronde, qualsivoglia precetto che legittimi una diversità di trattamento. Né può essere ravvisato nell’ordinamento attraverso una interpretazione contraria al principio di uguaglianza e ragionevolezza che struttura l’intero sistema costituzionale…”

Così argomentando il Consiglio di Stato ha dichiarato che l’atto impugnato è illegittimo e va conseguentemente annullato.

Tale parere rappresenta una pietra miliare all’interno delle procedure di erogazione dei fondi e costituisce il modello interpretativo e di indirizzo al quale tutte le Prefetture d’Italia e l’ufficio del Commissario Straordinario di Governo dovranno attenersi.

Nell’intervista rilasciata a “Striscia la Notizia” il 18.12.07, il Commissario Straordinario del Governo, Prefetto Lauro, ha manifestato la volontà di costituirsi parte civile in tutti i procedimenti di usura ed estorsione bancaria .

 

                                                             Emidio Orsini




13/12/2007 21:20:15
BANCHE: CARIGE; NUOVO CDA, SI RAFFORZANO I FRANCESI

20/04/2006 17:28 - BANCHE: CARIGE; NUOVO CDA, SI RAFFORZANO I FRANCESI

(ANSA) - GENOVA, 20 APR - Si adegua ai nuovi rapporti di forza nel capitale il vertice della Banca Carige dopo l' uscita di scena della Basilese e il rafforzamento dei francesi della Cnce. L' assemblea degli azionisti, dopo aver approvato il bilancio 2005 chiusosi con un utile netto a 136,9 milioni di euro (+52,2% rispetto al 2004), ha rinnovato il consiglio di amministrazione per il triennio 2006-2008. Restano otto i consiglieri della Fondazione, azionista di maggioranza dell' istituto con il 43,4%, due quelli dei tedeschi della WestLB, che detiene una quota del 5,72%, e quattro quelli dei privati, mentre passano da tre a quattro quelli della francese Cnce (Caisse nationale des caisses d'epargne) la cui partecipazione e' attualmente dell'11,626 per cento. I rappresentanti della Fondazione restano saldamente al comando della banca: sono stati confermati Giovanni Berneschi presidente e Alessandro Scajola (fratello del ministro uscente delle attivita' produttive) vicepresidente. Continueranno a rappresentare la Fondazione Paolo Odone, Pietro Isnardi, Andrea Baldini, Vincenzo Roppo. Una novita' e' rappresentata da Ferdinando Menconi, amministratore delegato di Carige Assicurazioni, che sostituisce lo scomparso Mario Cappelli, e nel precedente cda rappresentava la Basilese . Esce invece Gianni Scerni, presidente del Rina, sostituito da Raffaele Lauro, gia' consigliere di amministrazione di Bnl e capo di gabinetto del ministro Scajola. Quattro i consiglieri della Cnce. Ai tre del precedente cda e cioe' Jean Jacques Bonnaud, Francesco Taranto e Nicolas Merindol (che ha sostituito Oliviero Tarolli nominato da Basilese), si aggiunge Jean-Marie Paintendre. I tedeschi della WestLB confermano Giorgio Binda e Maurizio Fazzari. Due volti nuovi caratterizzano la lista dei piccoli azionisti. Sono l' imprenditore dolciario Flavio Repetto (Elah Dufour), in rappresentanza di un gruppo di famiglie genovesi, e l' ex assessore regionale al bilancio della giunta di centro destra Renata Oliveri, in rappresentanza del gruppo che fa capo all' imprenditore Marcellino Gavio, che sostituiscono Pergiorgio Alberti e Adalberto Alberici. Per il mondo cooperativo viene confermato Remo Checconi (Coop) mentre la Gefip si affida ancora a Luca Bonsignore, figlio dell' eurodeputato Vito. Nel corso dell' assemblea, che ha approvato la distribuzione agli azionisti di un dividendo di 0,075 euro per azione ordinaria (0,072 nel precedente esercizio), Berneschi ha auspicato un' ulteriore crescita della presenza straniera. ''Siamo forse l' unica societa' quotata in borsa - ha detto - che ha due soci cosi' importanti e forse l' unica cassa che ha nella compagine azionaria delle casse di risparmio europee. Mi auguro che la loro presenza cresca''. Berneschi ha definito i partner francesi e tedeschi ''soci industriali'' spiegando che assieme a loro sono state avviate attivita' comuni per il risparmio gestito e che vi sono progetti per l' ingresso nel credito al consumo. Berneschi ha anche confermato l' intenzione della banca di radicarsi maggiormente nel territorio, in particolare in Umbria e nelle Marche, dove si e' insistentemente parlato di un'acquisizione della Cassa di Risparmio di Fermo. L' interesse di Carige nell' acquisto bancario, ha spiegato Berneschi, si scontra pero' con le resistenze da parte delle piccole fondazioni che controllano questi istituti. Berneschi ha ribadito in proposito l' intenzione di impugnare la legge che esclude le piccole fondazioni dal blocco al 30% del diritto di voto delle Fondazioni nelle assemblee. ''E' una legge anticostituzionale che penalizza i grossi e lascia i piccoli liberi di fare quello che vogliono. Questo e' uno dei nuovi problemi del nuovo governo''. (ANSA).



13/12/2007 21:18:20
MUTUI: ODIOSA SPECULAZIONE CARTELLO BANCARIO, CHE MANOVRA L'EURIBOR CON COMPLICITA' BANCHE CENTRALI E BCE, DEVE FINIRE !

MUTUI: ODIOSA SPECULAZIONE CARTELLO BANCARIO, CHE MANOVRA L'EURIBOR CON COMPLICITA' BANCHE CENTRALI  E  BCE, DEVE FINIRE !

 

COMUNICATO STAMPA


BANCHE: IN VISTA DELLA CHIUSURA BILANCI DI FINE ANNO, LE BANCHE AUMENTANO L’EURIBOR, PER RIFARSI DELLE PERDITE DA SUB-PRIME E DERIVATI. UNO SCANDALO CHE SI CONSUMA SOTTO SGUARDI INTERESSATI,   PIACENTI E COLLUSI DI BANCHE CENTRALI E BCE, CHE AVALLANO UNA ODIOSA SPECULAZIONE A DANNO DEGLI UTENTI



In vista della chiusura dei bilanci di fine anno, il cartello di 44 banche, molte delle quali (SocGen, UBS, Deutsche Bank, BNP Paribas, Citibank, ecc) esposte nei sub-prime e prodotti derivati per decine di miliardi di dollari, manovrano a loro piacimento l’aumento del tasso Euribor, che continua a lievitare fino a toccare la soglia del 5 per cento.

Il tasso Euribor a tre mesi infatti, si è posizionato oggi sui massimi da sette anni a questa parte, dal dicembre del 2000, risultando pari al 4,93%, cioè 93 punti base sopra il tasso Bce, come ha comunicato l'European Banking Federation, rilevando che il tasso interbancario è salito di tre punti base rispetto a ieri.

Delle due l’una: o le dichiarazioni di Bini Smaghi,   del board BCE sono avventate quando assicura che non esistono per le banche esigenze di liquidità derivanti dalla crisi dei sub-prime, oppure qualora l'andamento al rialzo dell'Euribor dovesse riflettere le esigenze di liquidità delle banche in vista della chiusura dei bilanci di fine anno, ciò sarebbe la prova provata della speculazione odiosa a danno delle famiglie,specie di 3,2 milioni di quelle italiane indebitate a tasso variabile,che non sanno più a che santo votarsi,tremando ad ogni stormir di aumenti.


E’ singolare che Governi, Banche centrali, Bce, Antitrust ed Unione Europea, lascino che il cartello bancario di 44 banche padrone dell’Euribor, possano allegramente speculare sulla pelle dei mercati e dei cittadini,senza muovere un dito. Se si comprende la compiacenza,forse la collusione di Bce e banche centrali nella loro assenza di intervento, per finalità di bilancio, non si capisce perché non ci sia un rappresentante di un governo europeo e/o della stessa Unione, che chieda conto agli istituti di credito di questa lampante speculazione che taglieggia i debitori.


MUTUO
da 100.000 euro Tasso 5,85 %


(media settembre ’07) Tasso 6,5 %


dopo balzo del 29/11 (+0,65 punti base) di Euribor a 1 mese Differenza rata mese
in euro (differenza annua in parentesi) Maggior esborso complessivo in euro a conclusione del mutuo
Rata mese 10 anni 1.102 1.135 + 33 euro (+ 396 l’anno) + 3.960 (per 120 rate)

Rata mese 20 anni 708 746 + 38 euro (+ 456 l’anno) + 9.120 (per 240 rate)

Rata mese 30 anni 590 632 + 42 euro (+ 504 l’anno) + 18.144 (per 360 rate)


MUTUO da 200.000 euro

Rata mese 10 anni 2.204 2.270 + 66 euro (+ 792 l’anno) + 7.920 (per 120 rate)

Rata mese 20 anni 1.416 1.492 + 76 euro (+ 912 l’anno) + 18.240 (per 240 rate)

Rata mese 30 anni 1.180 1.264 + 84 euro (+ 1.008 l’anno) + 36.288 (per 360 rate)



La tecnica utilizzata del window dressing,ossia quelle politiche di bilancio delle Banche tese al miglioramento della situazione reddituale, attraverso prestiti interbancari alla data di chiusura, quindi al 31 dicembre per mettere in mostra una buona disponibilità di risorse liquide,quelle usuali “cosmesi di bilancio”, sono affiancate oggi da manovre speculative sull’euribor.

Se BCE non tocca i tassi, ma lascia manovrare a piacimento l’Euribor, più alto di quasi un punto rispetto al tasso ufficiale di riferimento (4,93 contro il 4%),è complice di una speculazione odiosa che deve finire.

 

 

 



11/12/2007 17:59:12
NEW YORK INDAGA SUL DISASTRO SUBPRIME TRA BANCHE E SOCIETÀ DI VALUTAZIONE

NEW YORK INDAGA SUL DISASTRO SUBPRIME TRA BANCHE E SOCIETÀ DI VALUTAZIONE
PER LA PRIMA VOLTA MESSO SOTTO ACCUSA UN COLOSSO COME LA GOLDMAN SACHS



‘NEW YORK TIMES’ HA DI FATTO ACCUSATO LA BANCA DI AVER MANIPOLATO IL MERCATO


TRATTO DA DAGOSPIA


1 - NEW YORK INDAGA SULLE BANCHE…


Marco Valsania per “Il Sole 24 Ore”

Wall Street è stata convocata al cospetto dei magistrati americani per far luce sulla crisi dei mutui: la procura dello Stato di New York, guidata dall'Attorney General Andrew Cuomo, ha spedito a numerose grandi banche d'investimento richieste di consegnare documentazione sulla vendita di titoli del debito legati ai prestiti immobiliari subprime. E tra le società finite nel mirino delle autorità, grandi gruppi già protagonisti, a suon di perdite miliardarie, della débâcle del credito: da Merrill Lynch e Bear Stearns e a Deutsche Bank.

La procura statale, ha rivelato il «Wall Street Journal», vuole far luce anzitutto sui controlli della qualità dei mutui, che venivano poi combinati dando vita a complessi prodotti da promuovere tra gli investitori. Il sospetto è che simili controlli siano stati inadeguati o irregolari: prima del collocamento sul mercato, le società che sottoscrivono i titoli sono tenute ad assicurare l'accuratezza delle informazioni contenute nei prospetti di vendita.
Tra gli aspetti più controversi sono emersi i rapporti delle banche con le società di valutazione del credito, come Standard and Poor's e Moody's Investors Service. L'intreccio di "relazioni pericolose" che l'indagine cercherà di dipanare, più in dettaglio, è quello che collega Wall Street e le sue pratiche di sottoscrizione con società di mutui e aziende incaricate di effettuare due diligence e rating sul debito.

Cuomo, di recente, aveva già fatto capire di voler stringere d'assedio Wall Street: aveva accusato le banche d'investimento di dare la caccia ai mutui, ignorando ragionevoli e dovute cautele per avvantaggiarsi di ghiotte opportunità di business. Il suo intervento minaccia adesso di inaugurare una nuova stagione difficile per l'alta finanza statunitense, sotto accusa ancora una volta per scarsa trasparenza: potrebbe riproporre le aggressive inchieste su Wall Street che negli anni scorsi avevano caratterizzato il predecessore, l'attuale governatore dello stato di New York Eliot Spitzer. Fu Spitzer a stanare, a partire dal 2001, i conflitti d'interesse delle banche d'investimento e il loro ruolo nei crack di colossi quali Enron e WorldCom, costati enormi perdite agli investitori e migliaia di posti di lavoro.
Cuomo, che ha già chiesto documenti anche a colossi dei mutui del calibro di Fannie Mae e Freddie Mac, non è isolato nel voler far luce sulle responsabilità di una crisi le cui ripercussioni si stanno moltiplicando, negli Stati Uniti e su scala internazionale: la Securities and Exchange Commission, l'agenzia federale di supervisione dei mercati mobiliari, ha a sua volta fatto scattare oltre una ventina di inchieste sui cosiddetti mutui subprime, mentre un'alleanza di autorità di regolamentazione locali e nazionali ha puntato i riflettori sulle aziende di rating.


L'allargarsi delle inchieste rischia di allungare nuove ombre sul settore finanziario. Un settore che, scosso dalle perdite, sta anche attraversando gravi crisi di leadership: Merrill Lynch è reduce dal siluramento di Stan O'Neal da amministratore delegato, sostituito dall'ex chief executive del New York Stock Exchange John Thain. Mentre Citigroup, la principale banca americana, è ancora alla ricerca di un successore per la scottante poltrona lasciata vacante Chuck Prince.


La gravità della crisi dei mutui, per i mercati e l'intera economia, ha inoltre ormai costretto l'amministrazione Bush a intervenire. Il Tesoro, sotto la guida del ministro Henry Paulson, e la Casa Bianca si preparano ad annunciare fin da oggi il piano che intende congelare gli interessi su molti mutui subprime: ha preso quota l'idea che il congelamento, negoziato tra governo e settore privato, venga proposto per cinque anni. Il presidente George W. Bush ha in programma per la giornata odierna un discorso sul settore immobiliare.


I mutui interessati dal salvataggio sarebbero anzitutto quelli concessi tra il gennaio 2005 e il luglio del 2007 e che dovrebbero rincarare a partire dall'inizio dell'anno prossimo. Oltre il 30% dei mutui subprime a tassi variabili sono già ora afflitti da ritardi nei pagamenti e secondo alcune stime fino a 775.000 abitazioni in America sono a rischio di pignoramento nel prossimo biennio.


2 - RESA DEI CONTI A WALL STREET…


Mario Platero per “Il Sole 24 Ore”


Meno male che c'è la procura di New York. È stata l'unica fra le autorità di sorveglianza ad aver aperto ieri un'inchiesta sulle banche coinvolte nello scandalo subprime. Merrill Lynch, Bear Stearns, Deutsche Bank e altre sono finite nel mirino per una ragione: l'America non può accettare che sulle istituzioni simbolo della trasparenza del mercato e del capitalismo resti l'ombra della truffa e dell'avventura, della leggerezza.

La dinamica la conosciamo. Persino il Presidente George W. Bush l'ha riassunta molto chiaramente nella sua conferenza stampa di martedì: una volta si andava dalla propria cassa di risparmio, dalla propria banca, quella ti dava il mutuo, se avevi un problema tornavi dal tuo banchiere e, se possibile, cercavi di rinegoziare il prestito. Oggi invece i banchieri «...prendono questi portafogli di mutui, li ammucchiano in nuovi strumenti finanziari e li vendono a qualcun altro, per questo la situazione è più complessa che in passato e ci vuole un po' più di tempo per venirne a capo», ha spiegato Bush.


La situazione non è solo più complessa. Ci sono anche un problema tecnico e un problema morale. Il problema tecnico è che oggi nessuno sa esattamente dove sono collocati certi titoli di credito, "ammucchiati", come ha detto il Presidente, in strumenti rappresentativi di mutui molto diversi fra loro. Per questo, se uno dei mutui va in sofferenza diventa quasi impossibile dare una nuova valutazione del portafoglio nel suo insieme. Per questo oggi il mercato sta pagando con una crisi di liquidità: «Questa volta - ha scritto l'economista Paul Krugman - gli operatori sembrano davvero terrorizzati perché all'improvviso si accorgono di non capire il complesso sistema finanziario che hanno creato».


Non lo hanno capito neppure i ministri finanziari del G-7, che pure, davanti a molti segnali preoccupanti, si voltavano dall'altra parte. Per la prima volta inoltre abbiamo visto l'indice puntato su Goldman Sachs: Ben Stein sul New York Times ha di fatto accusato la banca di aver manipolato il mercato, scommettendo contro i rischi che andavano a collocare sul mercato.
Ci avviciniamo così al problema morale, il più serio: le banche hanno collocato gli strumenti presso investitori privati, piccoli investitori fondi pensione, istituzioni governative. E lo hanno fatto collocandoli spesso con la garanzia di una tripla A, generosamente offerta dalle agenzie per la valutazione del credito. Per gestire questo tipo di operazioni, inoltre, le banche organizzavano dei veicoli finanziari speciali fuori bilancio, creando di fatto una parete impenetrabile per gli azionisti.


Il meccanismo è fin troppo simile a quello usato dalla Enron o da altre aziende protagoniste degli scandali contabili di inizio secolo: allora erano state le stesse banche oggi oggetto dell'inchiesta a creare veicoli finanziari offshore e fuori bilancio per le aziende; i revisori dei conti e gli avvocati chiudevano un occhio e le agenzie per la valutazione del credito si basavano solo sui dati certificati. Il risultato lo conosciamo. Le aziende sono poi fallite, alcuni dei capi sono finiti in prigione e l'intero sistema è stato punito con l'introduzione della Sarbanes-Oxley, una legge fin troppo severa per chi si era comportato bene.


Le banche se la cavarono con una piccola multa, di nuovo grazie alla procura di New York, sotto la guida di Eliot Spitzer. Oggi al posto di Spitzer c'e Andrew Cuomo. Con il recente imbarazzo dell'amministrazione con la rivelazione del controspionaggio secondo cui l'Iran non possiede davvero armi nucleari, con il dollaro a pezzi, con disavanzi gemelli iperbolici, la crisi di credibilità di Wall Street non può passare inosservata. Forse per Natale i grandi banchieri, che si spartiscono un bottino di 38 miliardi di dollari in bonus quando risparmiatori e azionisti si leccano le ferite, avranno anche qualche altra sorpresa, magari un avviso di garanzia.


Dagospia 06 Dicembre 2007

 

 

 



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