17/11/2007 17:56:11
ONORABILITA' BANCARIA: CHI VALUTA QUELLA DEL GOVERNATORE DRAGHI-GOLDMAN SACHS ? (Adusbef)

ONORABILITA' BANCARIA: CHI VALUTA QUELLA DEL GOVERNATORE DRAGHI-GOLDMAN SACHS ?

Adusbef pubblica una interrogazione del senatore Francesco Cossiga in merito all'onorabilità dei banchieri ,attinta dal sito Dagospia di Robero D'Agostino.

Una domanda sorge spontanea: chi valuta l'onorabilità bancaria del signor Mario Draghi ? Adusbef ricorda che il signor Goldman-Sachs-Draghi ed altre banche di affari, sono accusati di frode fiscale ai danni dello Stato, per la modica somma di 4,3 miliardi di euro (8.000 miliardi di lire), in un procedimento penale della Procura di Pescara (Procuratore capo Nicola Trifuoggi, lo stesso della villetta acquistata da un indagato, con mutuo al tasso dello 0,50% n.d.r.), finita nel dimenticatoio della "libera stampa di regime" del quale nessun giornalista del "sistema" parla per non disturbare il Governatore.

Adusbef continuerà a parlarne, ricordando ancora una volta di aver denunciato Goldman Sachs-Draghi alla Procura della Repubblica di Milano, competente per territorio (la sede legale della Goldman è a Milano per l'Italia), che risulta abbia secretato l'inchiesta.

Non si capisce perché, un pensionato che arrotonda con il doppio lavoro viene subito sanzionato; ad un barista che dimentica lo scontrino fiscale (che deve essere sempre rilasciato) viene chiuso il locale, mentre alle banche di affari e di truffa,in primis Goldman-Draghi,non vine riservato analogo trattamento sanzionatorio.

E' una questione di rispetto e di equità fiscale perseguire le banche di affari con gli stessi strumenti utilizzati per chi non arriva a fine mese e si deve arrangiare per sbarcare il lunario.

(El.la)


E’ VERO CHE DRAGHI STA CUCENDO A GERONZI UN “ABITINO” PER CACCIARLO DA MEDIOBANCA?


Senato della Repubblica


Il Portavoce del Presidente Emerito della Repubblica Sen. Francesco Cossiga rende noto il testo dell'Interrogazione dell'ex Capo dello Stato al Ministro delle Finanze e dell'Economia.

 

INTERROGO

Il Ministro delle Finanze e dell’Economia per sapere :


se corrisponda al vero che il Governatore della Banca d’Italia, già socio della Goldman & Sachs, ha presentato a codesto Ministero una proposta di nuove norme di correttezza, “cucendo ad personam” al dott. Cesare Geronzi un abitino in modo che lo si possa cacciare dalla carica di presidente di MEDIOBANCA, secondo i desideri del dott. Pagliaro e del dott. Nagel, loro fiero avversario.


Roma, 12 novembre 2007



17/11/2007 17:53:40
CLASS ACTION: LA SUA APPROVAZIONE RAPPRESENTA IL RISCATTO PER IL VESSATO POPOLO DEI CONSUMATORI (Adusbef)

CLASS ACTION: LA SUA APPROVAZIONE RAPPRESENTA IL RISCATTO PER IL VESSATO POPOLO DEI CONSUMATORI

 

 

COMUNICATO STAMPA


FINANZIARIA:

LA CLASS ACTION TUTELA LE IMPRESE PIU’ SERIE MODERNIZZANDO
UN PAESE DI TROPPI FURBETTI, CHE SGUAZZANO NELLE TRUFFE E NEI RAGGIRI A DANNO DEL MERCATO E DEI CONSUMATORI. SCONFITTA PER CONFINDUSTRIA, BANCHE ED ALTRE LOBBY CHE INVECE DI DIFENDERA L’ILLEGALITA’ AVREBBERO FATTO BENE AD APPOGGIARE STRUMENTI DI MODERNIZZAZIONE UTILI A COMPETIZIONE E AL MERCATO.


Adusbef e Federconsumatori esprimono apprezzamento per l’emendamento alla finanziaria dei senatori Roberto Manzione e Willer Bordon, che introduce anche in Italia uno strumento giuridico come la class action in grado di disboscare quelle pratiche fraudolente a danno dei cittadini consumatori e delle aziende più serie. Class action –Azione collettiva- è infatti uno strumento di grande serietà che dovrebbe essere appoggiato, invece di essere osteggiato, dalle imprese più serie ed innovative, che vogliono rispettare le regole e stare sul mercato correttamente e che non avrebbero nulla da temere dall’azione collettiva, anzi rafforzerebbero la loro azione espungendo dal mercato i professionisti della frode, che rischiano poco guadagnando molto sulla pelle dei consumatori e del mercato, confidando nei tempi lunghi della giustizia e nelle azioni individuali, che – come nei casi dei grandi crack finanziari- vedono tagliati fuori dai risarcimenti centinaia di migliaia di truffati.

Class action, strumento di civiltà giuridica, potrà avere una funzione di deterrenza preventiva imponendo comportamenti più virtuosi e disboscando i Tribunali da migliaia di processi individuali, che potrebbero essere snelliti offrendo quella giustizia giusta al popolo di consumatori, spesso esclusi dalle azioni di rivalsa anche per la diseconomicità del procedimento giudiziario.

Forza delle lobby, dalle banche alle assicurazioni, da Confindustria alle imprese monopolistiche, sono state sconfitte da una proposta seria dei senatori Bordon e Manzione, che con la legge sulla class action riscattano la mediocrità di taluni provvedimenti proprio favorevoli per i vessati cittadini consumatori.

Class Action potrà essere azionata dalle associazioni dei consumatori presenti nel Consiglio nazionale consumatori e utenti ma anche da parte di associazioni di "consumatori, investitori e altri soggetti portatori di interessi collettivi legittimati".

Su questo punto è previsto un passaggio parlamentare nelle commissioni parlamentari competenti. Platea dei soggetti legittimati a ricorrere sarà così più ampia, per consentire, ad esempio, cause collettive anche per eventuali danneggiamenti ambientali.

L'avvio della causa collettiva ha subito effetti: interrompe le prescrizioni delle altre cause avviate dai consumatori, magari singolarmente. Sono quindi previsti vari passaggi. Il primo è la decisione del giudice, che dovrà solo stabilire se l'impresa va condannata. Fisserà però anche le modalità per stabilire gli importi dovuti e la procedura per attribuire il rimborso ad ogni singolo cittadino. Dalla causa collettiva si passa quindi a stabilire rimborsi individuali: questo passaggio sarà gestito da una Camera di Conciliazione che dovrà essere costituita presso il tribunale che si occupa della causa.

In questa fase parteciperanno in modo paritario i difensori di coloro che hanno proposto l'azione di gruppo e la società chiamata a rispondere del proprio comportamento. Durante questa procedura i cittadini possono anche ricorrere singolarmente e, nel caso si ritengano non soddisfatti dall'accordo raggiunto, possono anche decidere di proseguire l'azione giudiziaria. Sono infine previste modalità per pubblicizzare la sentenza di condanna e l'accordo raggiunto nella successiva transazione.

Un'ultima misura serve ad evitare che i costi ricadano sui consumatori. La parcella degli avvocati dei ricorrenti sarà pagata dalla società condannata, anche se solo parzialmente. L'importo dovuto non dovrà però superare il 10% del valore. L’Italia ha anticipato la proposta di Bruxelles sulla 'class action' che arriverà all'inizio del prossimo anno, secondo il responsabile dell'Antitrust Ue, Neelie Kroes, che - ha spiegato - presenterà un Libro Bianco con "specifiche raccomandazioni per rendere più semplici i ricorsi dei privati, in primis i consumatori, contro i danni subiti dalla violazione delle regole sulla concorrenza". "L'Europa - ha affermato Kroes - ha bisogno di un sistema efficace di azioni private per i danni subiti, così che tutte le vittime, particolarmente i consumatori, possano esercitare il loro diritto al risarcimento".

 

15/11/2007



11/11/2007 18:10:28
La banca in tribunale riscuote crediti (Italia Oggi del 09/11/2007)

La banca in tribunale riscuote crediti

( Italia Oggi del 09/11/2007 ) ItaliaOggi ItaliaOggi - Primo Piano N. 266, pag. 4 del 9/11/2007 .

Che ci fanno San Paolo Imi e il Monte dei Paschi di Siena, più una selva di altre banche, praticamente tutte, nelle sezioni delle esecuzioni dei tribunali italiani?

La risposta formale è che offrono servizi per "realizzare i siti dei singoli tribunali in cui pubblicare le aste giudiziarie e gestire la informatizzazione on line dell'iter fallimentare", con l'obiettivo di far diminuire le aste deserte, garantire pubblicità legale efficace 24 ore su 24, garantire una maggiore partecipazione dei cittadini con conseguente incremento delle vendite.

Ma in parlamento incominciano a storcere il naso e a vedere un potenziale conflitto di interessi: come, le banche che sono le principali creditrici si mettono a fare da supporto ai tribunali proprio nelle sezioni di esecuzione immobiliare? Qualcosa potrebbe non tornare e chiarimenti del governo a questo punto sono necessari. Li richiede espressamente un'interrogazione parlamentare presentata da Giuseppe Di Lello Finuoli (Rc) e altri colleghi tra cui Felice Casson (Ulivoi) e Willer Bordon (Unione democratica). Nella quale si fa presente che, mentre a causa dell'aumento dei tassi, anche di 200 euro al mese, oltre 400mila famiglie italiane si sono trovare a rischio di insolvenza e che nonostante il decreto Bersani abbia regolato la portabilità dei mutui le banche paiono fregarsene, "si sta producendo un incremento esponenziale delle esecuzioni immobiliari che sono gestite dai tribunali ai quali però si sta imponendo un supporto tecnico-operativo di personale direttamente collegato alle banche che sono le creditrici più interessate alle vendite degli immobili da loro ipotecati".

Il caso emblematico rappresentato nella interrogazione è quello di Roma, il cui tribunale ha raggiunto un accordo con la Asteimmobili servizi spa "per un intervento della stessa in fase di vendita". La società, che ha sede sociale presso l'ABI, ha come soci un pool di banche tra cui Intesa San Paolo, SITEBA spa, Banca Sella, Banca Carige, Monte dei Paschi di Siena. Risalendo da partecipazione in partecipazione si scopre che la Asteimmobili servizi fa capo a Asteimmobili.it spa, che a sua volta fa Capo alla Siteba, posseduta dalla Si Servizi spa, a sua volta di proprietà della Si holding della quale le partecipazioni principali sono in mano a Intesa San Paolo e Monte Paschi. Sul sito di Asteimmobili servizi si legge che ha stretto accordi con 70 tribunali tra cui Monza, Brindisi, Catania, Messina, Milano, Pavia, Como, La Spezia, Reggio Calabria. Anche l'Adusbef pare abbia denunciato la cosa ala procura di Roma e si annuncia battaglia.

La Asteimmobili ha fatto sapere di aver dato mandato ai propri avvocati per avviare azioni legali contro l'associazione dei consumatori. "Le accuse di violazione della privacy e del conflitto di interessi sono pretestuose, in quanto nel caso delle aste giudiziarie le informazioni trattate sono pubbliche e quindi il ricorso a società di servizi esterne non solo non da problemi di riservatezza ma ancora una volta si traduce in un migliore servizio per i cittadini". Ma è sicuro?.

 ( Italia Oggi del 09/11/2007 )



11/11/2007 18:08:46
PER INSOSTENIBILE AUMENTO DELLE RATE, CHE GRAVANO SU 3,2 MILIONI DI FAMIGLIE INDEBITATE A TASSO VARIABILE, PER PRECISE RESPONSABILITA’ BANCHE (Adusbef)

BANCHE: MENTRE L’ABI FA MELINA PER RINVIARE ALLE CALENDE GRECHE LA LEGGE BERSANI SULLA PORTABILITA’, SI REGISTRA BOOM DI PIGNORAMENTI IMMOBILIARI, (+ 23 %) PER INSOSTENIBILE AUMENTO DELLE RATE, CHE GRAVANO SU 3,2 MILIONI DI FAMIGLIE INDEBITATE A TASSO VARIABILE, PER PRECISE RESPONSABILITA’ BANCHE


FROTTOLE LE LUNGAGGINI DEI 7 ANNI, POICHE’ CON NUOVA LEGGE FALLIMENTARE, LE BANCHE MANDANO LA CASA ALL’ASTA, CON PROCEDURA MASSIMA DI 3 ANNI !


Mentre Abi e banche continuano la loro sporca melina per non applicare il decreto Bersani, che impone la portabilità e la surroga dei mutui senza alcun onere per i consumatori, richiedendo spese di istruttoria, di perizia e notarili (fino a 2.700 euro non dovute), si continua a registrare un vero e proprio boom di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari in un campione significativo di Tribunali, ben 18 monitorati dall’Adusbef con immensa fatica.

Su 3,5 milioni di famiglie che hanno contratto un mutuo per acquistare una casa negli anni scorsi, ben 3,2 milioni, ossia il 91% è stato indotto,dai cattivi ed interessati consigli delle banche,a sottoscrivere contratti con tassi variabili quindi esposti alle turbolenze dei mercati, in presenza di tassi fissi al minimo storico,sconsigliati oppure non erogati affatto dalle banche,quando tutti gli indicatori economici che segnalavano una imminente stretta monetaria, avrebbero dovuto indurre gli istituti di credito a maggiore prudenza per debiti di così lunga scadenza.

Dalla prima stretta monetaria Bce del dicembre 2005, che aumentò i saggi dal 2 al 2,25%, è iniziato un lungo calvario per milioni di famiglie che si sono viste aumentare le rate di ben 116 euro al mese su un mutuo di 100.000 euro, quindi di ben 1.400 euro a regime su base annua, che invece di essere aiutate dalle banche per trovare soluzioni per uscire dal rischio di insolvenza, vengono spinte verso il fallimento, per i noti e denunciati interessi degli istituti di credito in Asteimmobili, società operante nei tribunali gestita dall’Abi e dalle banche.

L’insostenibile pesantezza della rate per pagare i mutui, aumentate del 40 ed anche del 50% dal 2005, porta sempre più famiglie italiane a non poter onorare le rate dei mutui, impegno sempre più gravoso che si traducono,per almeno 1,9 milioni di mutuatari ad un rischio reale di insolvenza al punto che, secondo le stime dell’Adusbef,che ha raccolto i dati nei maggiori tribunali con fatica e tenacia, le stime di quest’anno sul numero di pignoramenti ed esecuzioni, potrebbe salire del 23% .

Il peso insostenibile sui portafogli delle famiglie è rappresentato dal fatto che i mutui erogati, sono in gran parte, il 91%, a tasso variabile, quindi suscettibili, anche per la rapidità delle banche italiane di trasferire le decisioni di politica monetaria sui debitori, ad ogni ritocco del costo del denaro, ignorando l’art.10 del decreto Bersani sulla simmetria dei tassi che dovrebbe trasferire le manovre dei saggi anche sui depositi e di libretti di risparmio, mentre la media dei mutui è aumentata a 130.000 euro con una durata media dei nuovi mutui erogati che si è allungata: nel 2004, era pari a 18,4 anni, mentre nel 2006 si è attestata a 22,2 anni, con un aumento del +19,4%.

Il caro-casa pesa su 3,6 milioni di famiglie italiane, di cui 1,7 milioni è alle prese con l’affitto mentre il restante 1,9 milioni fatica ad onorare a fine mese il pagamento della rata del mutuo. Secondo le stime,quindi le procedure immobiliari o pignoramenti sarebbero pari al 3,5% del totale dei mutui, quindi a circa 120.000 su 3,5 milioni del totale, perchè‚ la maggior parte di essi è stato erogato a tasso variabile e risente del rialzo dei tassi della Bce, quando negli anni 2003-2004 i tassi di interesse erano arrivati ai minimi storici e tutti gli indicatori stimavano un loro aumento.
Sono frottole le lungaggini dei 7 anni raccontate, perché con la nuova legge fallimentare entrata in vigore nel 2004, le banche mandano le case all’asta con procedure massime di 3 anni, quindi stanno maturando quelle procedure iniziate nel 2004, che portano ad avvicinarci pericolosamente agli Usa, ad un boom di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari,con aumenti stimati nel 2007 rispetto al 2006, da un minimo di un + 15-18% dei Tribunali di Pinerolo e Mantova, ad un più 19% di Padova e Rovigo; ad un + 21-22% di Roma e Milano,ad un + 24% di Torino e Bari; + 25% Firenze e Monza; + 28%-29% Venezia, Nocera e Napoli; ad un + 41% dell’Aquila, con una media del 23%. E tale situazione di insolvenza è destinata ad aumentare e ad allargarsi ulteriormente nei prossimi mesi, in assenza di interventi tesi a rinegoziare i mutui senza oneri con allungamento vita residua o provvidenze sugli interessi a favore delle famiglie più deboli.

Elio Lannutti (Presidente Adusbef)


Roma,10.11.2007


STIME ADUSBEF SU DATI UFFICIALI RACCOLTI PUBBLICAZIONI TRIBUNALE /PIGNORAMENTI 2006/PIGNORAMENTI STIMATI 2007/ AUMENTO STIMATO



MILANO         1.883   + 227    =     2.297/        +22%


ROMA             1.510   + 317    =     1.827/        +21 %


MONZA             691  + 172    =      866/          +25%


COMO               351 + 91       =     442/          +26%


MANTOVA         325 + 58 =       383/              + 18%


ROVIGO         220 + 41=       261/     + 19%


VENEZIA        495 + 138=    633/     +   28%


MACERATA   151 + 40 =      191/      +   27%


PINEROLO      156 +24   =     181/      + 15%


NAPOLI          1.320 + 370= 1.690/   +  29%


BARI                455 +104 =    549/      +  24%


TORINO          1.403 + 336 = 1.736/ + 24%


VERONA        1.201 + 264= 1.465    +  22%


PADOVA        610 + 116 =   726       +  19%


PERUGIA        404 + 84 =     488       + 21%


NOCERA        202 + 56 =     258       + 28%


FIRENZE         516 + 129=    645       + 25%


L’AQUILA      89 + 36=        125       +  41%



 



06/11/2007 20:35:48
DOPO TRAVAGLIO, ANCHE GABANELLI HA PRESO NEL MIRINO IL “BERSAGLIO GROSSO”, CESARE GERONZI (Dagospia)

TRATTO DA "DAGOSPIA".

DOPO TRAVAGLIO, ANCHE GABANELLI HA PRESO NEL MIRINO IL “BERSAGLIO GROSSO”, CESARE GERONZI (CON ACCUSE A DRAGHI SUI “REQUISITI DI ONORABILITÀ” DEL PRESIDENTISSIMO) –

EPPURE I GRANDI QUOTIDIANI NON RITENGONO CHE CI SIA NOTIZIA (BUFERA LEGALE SU “REPORT”)…

La puntata di Report andata in onda domenica sera su Rai 3 e dedicata al caso-Capitalia ha suscitato reazioni e polemiche. La trasmissione, condotta da Milena Gabanelli, aveva per titolo “Fin che la banca va”: prendendo spunto dalle inchieste sui “furbetti del quartierino” e sui rapporti tra l’ex banchiere della Banca Popolare di Lodi Gianpiero Fiorani, il numero uno dell’Unipol Gianni Consorte e l’immobiliarista Danilo Coppola, la giornalista ha alzato progressivamente il tiro.

In particolare, Report ha sollevato interrogativi sui requisiti di onorabilità di Cesare Geronzi, ex presidente di Capitalia ora presidente del consiglio di sorveglianza di Mediobanca, ma anche sull’operato del Governatore di Bankitalia Mario Draghi, che da parte sua non avrebbe “alzato il sopracciglio” davanti alla nomina di Geronzi in Piazzetta Cuccia.

Una nomina a cui, a giudizio di Report, non si sarebbe dovuto procedere in considerazione dei “precedenti” di Geronzi: la condanna in primo grado a 1 anno e 9 mesi per concorso in bancarotta nel crack Italcase-Bagaglino, il rinvio a giudizio, un’interdizione, una sospensione per i crack Parmalat e Cirio.

Per entrambi gli ultimi due provvedimenti, Geronzi ha ottenuto il reintegro da parte del cda e dell’assemblea della banca. E, accusa la Gabanelli, con il silenzio di Draghi.
La Banca d’Italia, come è consuetudine dell’istituzione, non ha commentato la trasmissione e le accuse, né lo farà: il Governatore parla soltanto nelle sedi istituzionali.

Non è comunque difficile pensare che per Via Nazionale i rilievi della Gabanelli siano del tutto fuori luogo: sui requisiti di onorabilità, non è il Governatore ma un decreto del ministero del Tesoro a fissare i criteri necessari per ricoprire cariche nelle banche e questi vengono meno solo in caso di condanna definitiva passata in giudicato, cosa che nel caso di Geronzi non è avvenuta.

Sul tema, comunque, il ministro del Tesoro ha allo studio una modifica.

Il Banchiere romano ha invece risposto all’attacco di Report: i suoi legali sono stati incaricati di presentare querela e richiesta di risarcimento danni nei confronti di Milena Gabanelli e della Rai. La trasmissione, secondo i legali di Geronzi, ha rappresentato “episodi marcatamente deformati e offensivi”.

Durante la trasmissione è stato fatto riferimento a un’indagine interna promossa a inizio anno dall’ex ad Matteo Arpe suoi costi, pari a circa 30 milioni, della divisione comunicazione della banca.


Dagospia 06 Novembre 2007

06/11/2007



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