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11/11/2007 18:10:28
La banca in tribunale riscuote crediti (Italia Oggi del 09/11/2007)

La banca in tribunale riscuote crediti

( Italia Oggi del 09/11/2007 ) ItaliaOggi ItaliaOggi - Primo Piano N. 266, pag. 4 del 9/11/2007 .

Che ci fanno San Paolo Imi e il Monte dei Paschi di Siena, più una selva di altre banche, praticamente tutte, nelle sezioni delle esecuzioni dei tribunali italiani?

La risposta formale è che offrono servizi per "realizzare i siti dei singoli tribunali in cui pubblicare le aste giudiziarie e gestire la informatizzazione on line dell'iter fallimentare", con l'obiettivo di far diminuire le aste deserte, garantire pubblicità legale efficace 24 ore su 24, garantire una maggiore partecipazione dei cittadini con conseguente incremento delle vendite.

Ma in parlamento incominciano a storcere il naso e a vedere un potenziale conflitto di interessi: come, le banche che sono le principali creditrici si mettono a fare da supporto ai tribunali proprio nelle sezioni di esecuzione immobiliare? Qualcosa potrebbe non tornare e chiarimenti del governo a questo punto sono necessari. Li richiede espressamente un'interrogazione parlamentare presentata da Giuseppe Di Lello Finuoli (Rc) e altri colleghi tra cui Felice Casson (Ulivoi) e Willer Bordon (Unione democratica). Nella quale si fa presente che, mentre a causa dell'aumento dei tassi, anche di 200 euro al mese, oltre 400mila famiglie italiane si sono trovare a rischio di insolvenza e che nonostante il decreto Bersani abbia regolato la portabilità dei mutui le banche paiono fregarsene, "si sta producendo un incremento esponenziale delle esecuzioni immobiliari che sono gestite dai tribunali ai quali però si sta imponendo un supporto tecnico-operativo di personale direttamente collegato alle banche che sono le creditrici più interessate alle vendite degli immobili da loro ipotecati".

Il caso emblematico rappresentato nella interrogazione è quello di Roma, il cui tribunale ha raggiunto un accordo con la Asteimmobili servizi spa "per un intervento della stessa in fase di vendita". La società, che ha sede sociale presso l'ABI, ha come soci un pool di banche tra cui Intesa San Paolo, SITEBA spa, Banca Sella, Banca Carige, Monte dei Paschi di Siena. Risalendo da partecipazione in partecipazione si scopre che la Asteimmobili servizi fa capo a Asteimmobili.it spa, che a sua volta fa Capo alla Siteba, posseduta dalla Si Servizi spa, a sua volta di proprietà della Si holding della quale le partecipazioni principali sono in mano a Intesa San Paolo e Monte Paschi. Sul sito di Asteimmobili servizi si legge che ha stretto accordi con 70 tribunali tra cui Monza, Brindisi, Catania, Messina, Milano, Pavia, Como, La Spezia, Reggio Calabria. Anche l'Adusbef pare abbia denunciato la cosa ala procura di Roma e si annuncia battaglia.

La Asteimmobili ha fatto sapere di aver dato mandato ai propri avvocati per avviare azioni legali contro l'associazione dei consumatori. "Le accuse di violazione della privacy e del conflitto di interessi sono pretestuose, in quanto nel caso delle aste giudiziarie le informazioni trattate sono pubbliche e quindi il ricorso a società di servizi esterne non solo non da problemi di riservatezza ma ancora una volta si traduce in un migliore servizio per i cittadini". Ma è sicuro?.

 ( Italia Oggi del 09/11/2007 )



11/11/2007 18:08:46
PER INSOSTENIBILE AUMENTO DELLE RATE, CHE GRAVANO SU 3,2 MILIONI DI FAMIGLIE INDEBITATE A TASSO VARIABILE, PER PRECISE RESPONSABILITA’ BANCHE (Adusbef)

BANCHE: MENTRE L’ABI FA MELINA PER RINVIARE ALLE CALENDE GRECHE LA LEGGE BERSANI SULLA PORTABILITA’, SI REGISTRA BOOM DI PIGNORAMENTI IMMOBILIARI, (+ 23 %) PER INSOSTENIBILE AUMENTO DELLE RATE, CHE GRAVANO SU 3,2 MILIONI DI FAMIGLIE INDEBITATE A TASSO VARIABILE, PER PRECISE RESPONSABILITA’ BANCHE


FROTTOLE LE LUNGAGGINI DEI 7 ANNI, POICHE’ CON NUOVA LEGGE FALLIMENTARE, LE BANCHE MANDANO LA CASA ALL’ASTA, CON PROCEDURA MASSIMA DI 3 ANNI !


Mentre Abi e banche continuano la loro sporca melina per non applicare il decreto Bersani, che impone la portabilità e la surroga dei mutui senza alcun onere per i consumatori, richiedendo spese di istruttoria, di perizia e notarili (fino a 2.700 euro non dovute), si continua a registrare un vero e proprio boom di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari in un campione significativo di Tribunali, ben 18 monitorati dall’Adusbef con immensa fatica.

Su 3,5 milioni di famiglie che hanno contratto un mutuo per acquistare una casa negli anni scorsi, ben 3,2 milioni, ossia il 91% è stato indotto,dai cattivi ed interessati consigli delle banche,a sottoscrivere contratti con tassi variabili quindi esposti alle turbolenze dei mercati, in presenza di tassi fissi al minimo storico,sconsigliati oppure non erogati affatto dalle banche,quando tutti gli indicatori economici che segnalavano una imminente stretta monetaria, avrebbero dovuto indurre gli istituti di credito a maggiore prudenza per debiti di così lunga scadenza.

Dalla prima stretta monetaria Bce del dicembre 2005, che aumentò i saggi dal 2 al 2,25%, è iniziato un lungo calvario per milioni di famiglie che si sono viste aumentare le rate di ben 116 euro al mese su un mutuo di 100.000 euro, quindi di ben 1.400 euro a regime su base annua, che invece di essere aiutate dalle banche per trovare soluzioni per uscire dal rischio di insolvenza, vengono spinte verso il fallimento, per i noti e denunciati interessi degli istituti di credito in Asteimmobili, società operante nei tribunali gestita dall’Abi e dalle banche.

L’insostenibile pesantezza della rate per pagare i mutui, aumentate del 40 ed anche del 50% dal 2005, porta sempre più famiglie italiane a non poter onorare le rate dei mutui, impegno sempre più gravoso che si traducono,per almeno 1,9 milioni di mutuatari ad un rischio reale di insolvenza al punto che, secondo le stime dell’Adusbef,che ha raccolto i dati nei maggiori tribunali con fatica e tenacia, le stime di quest’anno sul numero di pignoramenti ed esecuzioni, potrebbe salire del 23% .

Il peso insostenibile sui portafogli delle famiglie è rappresentato dal fatto che i mutui erogati, sono in gran parte, il 91%, a tasso variabile, quindi suscettibili, anche per la rapidità delle banche italiane di trasferire le decisioni di politica monetaria sui debitori, ad ogni ritocco del costo del denaro, ignorando l’art.10 del decreto Bersani sulla simmetria dei tassi che dovrebbe trasferire le manovre dei saggi anche sui depositi e di libretti di risparmio, mentre la media dei mutui è aumentata a 130.000 euro con una durata media dei nuovi mutui erogati che si è allungata: nel 2004, era pari a 18,4 anni, mentre nel 2006 si è attestata a 22,2 anni, con un aumento del +19,4%.

Il caro-casa pesa su 3,6 milioni di famiglie italiane, di cui 1,7 milioni è alle prese con l’affitto mentre il restante 1,9 milioni fatica ad onorare a fine mese il pagamento della rata del mutuo. Secondo le stime,quindi le procedure immobiliari o pignoramenti sarebbero pari al 3,5% del totale dei mutui, quindi a circa 120.000 su 3,5 milioni del totale, perchè‚ la maggior parte di essi è stato erogato a tasso variabile e risente del rialzo dei tassi della Bce, quando negli anni 2003-2004 i tassi di interesse erano arrivati ai minimi storici e tutti gli indicatori stimavano un loro aumento.
Sono frottole le lungaggini dei 7 anni raccontate, perché con la nuova legge fallimentare entrata in vigore nel 2004, le banche mandano le case all’asta con procedure massime di 3 anni, quindi stanno maturando quelle procedure iniziate nel 2004, che portano ad avvicinarci pericolosamente agli Usa, ad un boom di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari,con aumenti stimati nel 2007 rispetto al 2006, da un minimo di un + 15-18% dei Tribunali di Pinerolo e Mantova, ad un più 19% di Padova e Rovigo; ad un + 21-22% di Roma e Milano,ad un + 24% di Torino e Bari; + 25% Firenze e Monza; + 28%-29% Venezia, Nocera e Napoli; ad un + 41% dell’Aquila, con una media del 23%. E tale situazione di insolvenza è destinata ad aumentare e ad allargarsi ulteriormente nei prossimi mesi, in assenza di interventi tesi a rinegoziare i mutui senza oneri con allungamento vita residua o provvidenze sugli interessi a favore delle famiglie più deboli.

Elio Lannutti (Presidente Adusbef)


Roma,10.11.2007


STIME ADUSBEF SU DATI UFFICIALI RACCOLTI PUBBLICAZIONI TRIBUNALE /PIGNORAMENTI 2006/PIGNORAMENTI STIMATI 2007/ AUMENTO STIMATO



MILANO         1.883   + 227    =     2.297/        +22%


ROMA             1.510   + 317    =     1.827/        +21 %


MONZA             691  + 172    =      866/          +25%


COMO               351 + 91       =     442/          +26%


MANTOVA         325 + 58 =       383/              + 18%


ROVIGO         220 + 41=       261/     + 19%


VENEZIA        495 + 138=    633/     +   28%


MACERATA   151 + 40 =      191/      +   27%


PINEROLO      156 +24   =     181/      + 15%


NAPOLI          1.320 + 370= 1.690/   +  29%


BARI                455 +104 =    549/      +  24%


TORINO          1.403 + 336 = 1.736/ + 24%


VERONA        1.201 + 264= 1.465    +  22%


PADOVA        610 + 116 =   726       +  19%


PERUGIA        404 + 84 =     488       + 21%


NOCERA        202 + 56 =     258       + 28%


FIRENZE         516 + 129=    645       + 25%


L’AQUILA      89 + 36=        125       +  41%



 



06/11/2007 20:35:48
DOPO TRAVAGLIO, ANCHE GABANELLI HA PRESO NEL MIRINO IL “BERSAGLIO GROSSO”, CESARE GERONZI (Dagospia)

TRATTO DA "DAGOSPIA".

DOPO TRAVAGLIO, ANCHE GABANELLI HA PRESO NEL MIRINO IL “BERSAGLIO GROSSO”, CESARE GERONZI (CON ACCUSE A DRAGHI SUI “REQUISITI DI ONORABILITÀ” DEL PRESIDENTISSIMO) –

EPPURE I GRANDI QUOTIDIANI NON RITENGONO CHE CI SIA NOTIZIA (BUFERA LEGALE SU “REPORT”)…

La puntata di Report andata in onda domenica sera su Rai 3 e dedicata al caso-Capitalia ha suscitato reazioni e polemiche. La trasmissione, condotta da Milena Gabanelli, aveva per titolo “Fin che la banca va”: prendendo spunto dalle inchieste sui “furbetti del quartierino” e sui rapporti tra l’ex banchiere della Banca Popolare di Lodi Gianpiero Fiorani, il numero uno dell’Unipol Gianni Consorte e l’immobiliarista Danilo Coppola, la giornalista ha alzato progressivamente il tiro.

In particolare, Report ha sollevato interrogativi sui requisiti di onorabilità di Cesare Geronzi, ex presidente di Capitalia ora presidente del consiglio di sorveglianza di Mediobanca, ma anche sull’operato del Governatore di Bankitalia Mario Draghi, che da parte sua non avrebbe “alzato il sopracciglio” davanti alla nomina di Geronzi in Piazzetta Cuccia.

Una nomina a cui, a giudizio di Report, non si sarebbe dovuto procedere in considerazione dei “precedenti” di Geronzi: la condanna in primo grado a 1 anno e 9 mesi per concorso in bancarotta nel crack Italcase-Bagaglino, il rinvio a giudizio, un’interdizione, una sospensione per i crack Parmalat e Cirio.

Per entrambi gli ultimi due provvedimenti, Geronzi ha ottenuto il reintegro da parte del cda e dell’assemblea della banca. E, accusa la Gabanelli, con il silenzio di Draghi.
La Banca d’Italia, come è consuetudine dell’istituzione, non ha commentato la trasmissione e le accuse, né lo farà: il Governatore parla soltanto nelle sedi istituzionali.

Non è comunque difficile pensare che per Via Nazionale i rilievi della Gabanelli siano del tutto fuori luogo: sui requisiti di onorabilità, non è il Governatore ma un decreto del ministero del Tesoro a fissare i criteri necessari per ricoprire cariche nelle banche e questi vengono meno solo in caso di condanna definitiva passata in giudicato, cosa che nel caso di Geronzi non è avvenuta.

Sul tema, comunque, il ministro del Tesoro ha allo studio una modifica.

Il Banchiere romano ha invece risposto all’attacco di Report: i suoi legali sono stati incaricati di presentare querela e richiesta di risarcimento danni nei confronti di Milena Gabanelli e della Rai. La trasmissione, secondo i legali di Geronzi, ha rappresentato “episodi marcatamente deformati e offensivi”.

Durante la trasmissione è stato fatto riferimento a un’indagine interna promossa a inizio anno dall’ex ad Matteo Arpe suoi costi, pari a circa 30 milioni, della divisione comunicazione della banca.


Dagospia 06 Novembre 2007

06/11/2007



06/11/2007 20:32:03
MUTUI: CONSUMATORI, BANCHE CONTINUANO A IGNORARE LEGGE (Ansa)

2007-11-05 18:08

MUTUI: CONSUMATORI, BANCHE CONTINUANO A IGNORARE LEGGE

ROMA

(ANSA) - ROMA, 5 NOV - "La rottura odierna del tavolo Abi, dimostra che le banche continuano ad ignorare la legge Bersani, confermando in pieno le nostre denunce". Lo affermano in una nota Adusbef e Federconsumatori, denunciando "le lungaggini dell'Abi, che istituisce tavoli solo per guadagnare tempo e disapplicare una norma chiara che impone la trasferibilità dei mutui senza alcun onere per i consumatori, chiedono al governo di far rispettare una legge dello stato disattesa e gravemente violata dalle banche per mere finalità speculative e per indebolire ulteriormente 1,9 milioni di famiglie a rischio insolvenza". "Dal monitoraggio Adusbef su un campione rilevante di banche, erano emerse diverse violazioni. Fra queste il mancato rispetto della simmetria dei tassi: il decreto Bersani obbligava le banche ad un adeguamento automatico dei tassi bancari, debitori e creditori, che devono essere adeguati in contemporanea con le variazioni stabilite dalla Bce.

In un anno, la Bce ha effettuato 5 aumenti del costo del denaro, pari all'1,25%. In seguito ai ritocchi - spiega l'Adusbef - le banche italiane hanno tempestivamente aumentato il costo del denaro sui mutui, prestiti personali fidi e finanziamenti, con una stangata di 1.350 euro l'anno su un modesto mutuo a tasso variabile, senza aumentare minimamente i tassi sui depositi.

L'elusione sistematica di quanto previsto dal decreto Bersani, ha consentito alle banche un guadagno illecito pari a 5,7 miliardi di euro al 30 settembre 2007, calcolato su un monte depositi di 682 miliardi di euro". Violazioni hanno riguardato anche la portabilità del mutuo: "Banche monitorate da Adusbef e Federconsumatori non hanno ancora applicato la portabilità del mutuo, forse perché consigliate dalla corporazione dei notai, che lamentano incertezza e caos nelle registrazioni alla conservatoria che solo loro sarebbero in grado di garantire, hanno l'obbligo di trasferire il mutuo ad una banca più conveniente e senza spese, che chieda meno oneri e tassi inferiori", proseguono le due associazioni dei consumatori, inserendo nella lista delle violazioni delle banche anche il mancato rispetto della cancellazione della ipoteca sui vecchi mutui.(ANSA).

05/11/2007



31/10/2007 16:48:14
Il pool di Milano tiene d’occhio i derivati (DA: PANORAMA)

Il pool di Milano tiene d’occhio i derivati (DA: PANORAMA)

di Gianluigi Nuzzi


Sui derivati la Procura di Milano scalda i motori. E rimette in campo la squadra di pm che ha segnato le vicende economico-giudiziarie degli ultimi anni: dal crac Parmalat, con l’arresto di Calisto Tanzi, alle scalate Antonveneta e [1] Bnl-Unipol. Per questo qualche giorno fa si è tenuta una riunione riservata fra alcuni PM del pool reati finanziari, coordinato da Francesco Greco.

All’ordine del giorno tre questioni di strategia processuale. Innanzitutto i pm si sono confrontati sull’eventuale competenza territoriale di una simile indagine. La [2] Italease è ben incardinata, quella sui bond di Regione Lombardia e Provincia di Milano seguita dal pm Alfredo Robledo pure, ma un’indagine a tutto campo comporta rischi. E nessuno vuol arenarsi in inchieste destinate a essere trasferite. Non è infatti detto che Milano abbia la forza procedurale di tenere le redini fino al processo.

Il secondo fronte è già più operativo. Riguarda [3] la denuncia che Federconsumatori e [4] Adusbef hanno appena imbucato in Procura. I magistrati ne stanno valutando lo spessore per comprendere quale raggio d’azione consenta. Nell’attesa di capire se la Guardia di finanza che sta analizzando i bond emessi dalle istituzioni lombarde permetterà a Robledo di allargare lo spettro investigativo. Al vaglio delle Fiamme gialle, nella sede di via Filzi, sono cinque bond. Anzitutto quello della Provincia da 170 milioni di euro emesso nel 2002 (lead manager Merril Lynch e Dexia; advisor Banca Imi e Cdc Ixis). Per arrivare a quello del Comune con Jp Morgan, Ubs, Deutsche Bank e Depfa.

Insomma, prevale la linea della prudenza. Per questo l’apertura della nuova inchiesta vede proprio Francesco Greco come assegnatario. La scelta è maturata durante la riunione, dove lo stesso coordinatore del pool reati finanziari ha sostenuto la linea dell’attesa. Non tanto per la sensibilità dei mercati, la volontà politica di riordinare norme e garanzie, gli allarmi del Governatore della Banca d’Italia e le proteste di Alessandro Profumo contro gli articoli di stampa sull’Unicredit. Anzi i fenomeni esterni contano relativamente.

In Procura si guarda invece ai pochissimi procedimenti giunti a giudizio sugli swap.

Si attende l’imminente e incerta sentenza di un processo considerato dagli inquirenti come apripista, destinato a influenzare le prossime scelte investigative.

Il 6 dicembre in Corte d’appello sono previste le arringhe conclusive dei difensori di quattro direttori di filiali Unicredit accusati di truffa aggravata sui derivati.

Il processo di primo grado si era concluso con il proscioglimento perché il fatto non sussiste dei manager, mentre per un quinto imputato era intervenuta la prescrizione.

L’Unicredit aveva tacitato il danno con 1,8 milioni di euro su quasi 8 miliardi di lire richieste dalla parte civile. Tra qualche settimana si capirà quindi se la strada processuale penale merita di essere ampliata.

O se hanno ragione quegli avvocati che indirizzano i risparmiatori danneggiati sulla giustizia civile: “Il giudice deve essere specializzato” spiegano in Procura. “E c’è un gap informativo che si trasferisce dal rapporto banchiere operatore-cliente a quello bancario imputato-giudice”.



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